Tutta la Puglia è stata illuminata di viola il 31 agosto in occasione della Giornata internazionale contro l’overdose. Il colore viola, simbolo di consapevolezza e impegno collettivo per la riduzione del rischio di overdose, ha tinteggiato diversi edifici istituzionali del territorio. Da Foggia a Lecce, tantissimi i Comuni aderenti all’iniziativa promossa dalla Società Italiana Tossicodipendenze (SITD) sezione regionale Puglia, di cui è presidente Domenico Cuzzola. Un’associazione scientifica senza fini di lucro, che da trentacinque anni riunisce professionisti di diversa formazione per la prevenzione, cura e ricerca nell’ambito delle dipendenze.
Nel capoluogo ha aderito la Asl con l’illuminazione degli ospedali San Paolo e Di Venere, oltre alle già annunciate Piazza Moro e Giulio Cesare. Nell’ambito della provincia di Bari, si sono uniti all’iniziativa Modugno con l’illuminazione del Cisternone, Gravina in Puglia con il Palazzo del Municipio e il Ponte dell’Acquedotto, e Capurso con il suo campanile. Anche la provincia di Lecce ha registrato alcuni tra i numeri più alti dei partecipanti alla giornata. Questi i Comuni: Otranto, Maglie, Gallipoli, Taviano, Lequile, Cannole, Ortelle, Calimera e Palmariggi. Infine, Minervino per la Bat.
Commenta l’iniziativa la dottoressa Giada Fabio, psichiatra delle dipendenze Asl Bari e segretario SITD Sezione Puglia: “Il razionale dell’evento è la diffusione e l’informazione di un fenomeno sempre più frequente. Per cui, fondamentale è la conoscenza delle norme per la prevenzione sin dalla prima infanzia e delle competenze emotive che proteggono lo stigma di chi fa uso, che spesso impedisce l’accesso alle cure”. Spiega la dottoressa Fabio: “Overdose implica una dose ‘over’, ossia quella rischiosa per letalità. Tuttavia, si compie spesso un errore, ossia pensare che solo l’eroina porti a overdose mentre di cocaina non si muore. Bisogna invece sfatare questo mito: per quanto riguarda gli psicostimolanti anche piccole dosi possono avere un rischio di mortalità che non è dose-dipendente ma può dipendere per esempio da fatti cardiovascolari acuti”.
Il presidente Cuzzola e la dottoressa Fabio avvertono la popolazione tutta sull’importanza di chiamare il 118 in situazioni di rischio; di porre particolare attenzione alle fragilità psichiatriche in adolescenza e, in generale, nei contesti di poliabuso, di mix e di utilizzo di nuove sostanze psicoattive o di droghe in solitudine, che attualmente subiscono l’incremento della diffusione anche attraverso il web; ancora, non sottovalutare la terapia farmacologica salvavita e i farmaci agonisti soprattutto all’uscita dalle comunità, quando il rischio è maggiore.
L’intento dell’iniziativa promossa dall’associazione SITD è stato ed è rivolto alla comunità, soprattutto ai giovani e in genere a chi fa uso di sostanze a rivolgersi al personale professionale. “Spesso si pensa di non avere bisogno di aiuto e quindi non ci si rivolge ai servizi sino a che poi non è tardi, cioè sino a che non si verifica la perdita del funzionamento delle competenze che ha portato il soggetto alla dipendenza – continua la psichiatra Giada Fabio – per cui è fondamentale intervenire precocemente per monitorare quelli che sono i rischi. Si possono creare dei ‘corridoi intermedi’ in cui non si agisce farmacologicamente. ma ci si approccia a delle figure di una fase iniziale di aggancio, di motivazione e ‘debole contatto’ come per esempio l’educatore, lo psicologo e l’assistente sociale”.








