Con la costituzione di parte civile dei ministeri della Salute, della Giustizia, Trasporti e Interno, di Regione Puglia, Comuni di Mattinata, Manfredonia, Monte S. Angelo e Vieste, dell’associazione antiracket e “Giovanni Panunzio”, si è aperta stamattina al tribunale di Bari l’udienza preliminare a 50 persone a vario titolo coinvolte nell’operazione antimafia ‘Mari e Monti’, che ha colpito il clan Li Bergolis-Miucci, attivo sul Gargano.
Nelle carte di indagine, coordinata dai pm antimafia Ettore Cardinali e Luciana Silvestris, sarebbe emerso il predominio su Monte S. Angelo del clan Li Bergolis, che sarebbe stato retto durante la detenzione dei capi da Enzo Miucci, parente del capoclan. In quell’area il gruppo criminale aveva messo radici, spingendo le attenzioni illecite anche verso il mare, infiltrandosi nell’economia e politica locale, portando allo scioglimento dei comuni di Monte San Angelo, Mattinata e Manfredonia. Clannegli atti definito “la più allarmante criminalità organizzata del territorio pugliese”.
Le accuse contestate a vario titolo: associazione mafiosa e finalizzata al narcotraffico, spaccio, estorsioni, detenzione di armi, rapina, furto aggravato, favoreggiamento, trasferimento fraudolento di valori, ricettazione. Nell’udienza di oggi una parte degli imputati ha formulato richiesta di essere giudicati con il rito abbreviato.







