L’ex amministratore unico di Ferrovie del Sud-Est Luigi Fiorillo, già condannato dal tribunale di Bari a 10 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta ed episodi di distrazione e dissipazione del patrimonio societario, negli anni tra il 2001 e il 2015, ora dovrà anche risarcire Fse per oltre 97 milioni di euro. Lo hanno deciso i giudici della sezione imprese del tribunale di Bari (presidente Giuseppe Rana) accogliendo la richiesta della società oggi in concordato preventivo.
Riprendendo quanto accertato in sede penale, e cioè quelle condotte che avrebbero di fatto portato al crac da 230 milioni della società, i giudici civili dopo una lunga causa, hanno rigettato tutte le istanze di Fiorillo che aveva tirato in causa anche il Mit e la società di assicurazioni con la quale aveva stipulato una polizza a copertura. I giudici evidenziano, tra l’altro, al la ‘condotta illecita’ di Fiorillo, ‘derivante dal continuare ad far ricorso al credito in uno stato di evidente decozione’, riportata dai colleghi del tribunale penale, aggiungendo:
“Essa concorre a parere del collegio all’evento dannoso già accertato e stimato, conseguito all’aggravamento del dissesto, alla sua dissimulazione ed alla mancata attivazione dei relativi rimedi”. Per questo, ha condannato l’ex manager a risarcire Ferrovie Sud Est con 97.230.744,00 oltre la rivalutazione monetaria secondo ISTAT e gli interessi legali sulla somma. Hanno rigettato la domanda di garanzia relativa alla società assicurativa e condannato, ancora, Fiorillo alla rifusione dei compensi di lite in favore di Fse: 3399 per esborsi ed 120.000per compensi per il giudizio di merito, 8000 per la fase cautelare e 7.655 per il ricorso straordinario in cassazione. Nei confronti della compagnia 23.946 euro per compensi.







