Tony La Piccirella, l’attivista barese partito alla volta della Palestina su una delle navi della Global Sumud Flotilla, dovrebbe rientrare oggi insieme ad altri 14 italiani. Ad annunciarlo è il ministro degli esteri Antonio Tajani su X, rassicurando sullo stato degli attivisti prima fermati in acque internazionali e poi trattenuti dall’esercito israeliano.
“Gli ultimi 15 italiani della Flottilla rimasti in Israele partiranno domani con un volo charter per Atene. – ha detto Tajani in un post ieri sera – Saranno assistiti dalla nostra Ambasciata sia alla partenza e poi in Grecia nel trasferimento verso l’Italia. Voglio ringraziare sinceramente tutto il personale del Ministero degli Esteri, i diplomatici in Israele e nelle altre sedi interessate per il capillare lavoro di assistenza compiuto in questi giorni. Spero che le prossime ore siano decisive per consolidare gli sforzi di pace compiuti dall’amministrazione statunitense. La pace è il nostro obiettivo finale, irrinunciabile: potremo raggiungerla soltanto con un impegno totale di tutti. Un impegno a costruire 2 Stati per 2 popoli, israeliano e palestinese”.
La notizia è confermata dal sindaco di Bari, Vito Leccese, dopo aver sentito “direttamente il ministro Tajani e il suo capo di Gabinetto”. Ieri il papà di Tony, Matteo, era stato ricevuto dal sindaco di Bari e aveva manifestato preoccupazione perché non aveva da giorni notizie di suo figlio. Erano tre i baresi impegnati nella missione. Gli altri sono Lorenzo D’Agostino, anche lui fermato, e Francesca Amoruso, che ieri ha annunciato il ritiro per problemi con la nave madre. “Certamente lo incontrerò – annuncia Leccese – come ho fatto anche la scorsa volta. Questo perché Antonio La Piccirella è una persona molto impegnata nel campo sociale, a favore della pace e delle missioni umanitarie”.
Quanto alle manifestazioni degli scorsi giorni, il sindaco ha detto che “dobbiamo pensare all’essenza stessa di quella manifestazione, come atto di solidarietà nei confronti del popolo palestinese che continua a essere sottoposto a un annientamento sistematico da parte del governo di Netanyahu”. Quanto ai negoziati per la pace in Egitto, Leccese ha concluso che “tutti abbiamo il cuore pieno di speranza”







