Il governatore Michele Emiliano, intorno a mezzogiorno, è arrivato a Palazzo di Giustizia per testimoniare a difesa di 8 persone appartenenti al comitato ‘Stop alle Barriere’ imputate di interruzione di pubblico servizio e occupazione della sala giunta, aula De Iesu, per aver manifestato il 15 luglio del 2021 contro la difficoltà di accesso per i disabili. Emiliano è stato citato come testimone dalla difesa.
“Era un immobile pubblico – ha spiegato Emiliano – ero arrabbiato non per aver subito un oltraggio ma perché gestire la presenza di persone negli uffici durante la notte era complicato. Mi è successo tantissime volte anche da sindaco di dover accettare la presenza in aula di tante persone che decidevano di passare la notte. La mia arrabbiatura era per la forma di pressione sulla struttura, che non era necessaria visto che avevano il mio numero di telefono e con loro avevo da anni un rapporto continuo”.
La protesta, che attirò l’attenzione anche dell’allora presidente del Consiglio Mario Draghi, fu organizzata dopo che i nuovi vertici della direzione sanitaria cambiarono le regole di assegnazione dei presìdi, tra cui le carrozzelle, che fino ad allora venivano scelte dai destinatari nella sanitaria di riferimento, in base alle esigenze. “La particolare irremovibilità del direttore amministrativo, pur formalmente corretta – ha chiarito Emiliano- fu poi risolta anche perché io ho detto che ero d’accordo con i disabili. La tecnica è quella di cedere senza fare eccessivi strafalcioni giuridici, la politica è questa”.






