Giovanni è nato più di una volta. La prima, quando è effettivamente venuto al mondo 18 anni fa. Solo che in quel momento non dava segni di vita: fu classificato Apgar 0 (secondo l’indice di Apgar, usato per valutare i parametri dei neonati). Con buona probabilità non ce l’avrebbe fatta. “Fu rianimato parecchie volte, almeno tre secondo la cartella clinica – ricorda il padre, Pasquale Masiello – Per fortuna è riuscito poi ad avere il primo battito cardiaco”. Giovanni è cresciuto senza grandi intoppi e sfidando i pronostici: “Nessun problema, neanche a livello cerebrale – continua suo padre – Anche i dottori, all’epoca, parlavano di miracolo”. Ci sono stati controlli continui e visite specialistiche, certo, ma Giovanni andava avanti. È diventato un ragazzo, studia e ha intenzione di andare all’università. Poi l’estate scorsa ha avuto un incidente in moto. Si è salvato, è nato un’altra volta, e suo padre ricorda commosso chi l’ha aiutato: “Le persone che l’hanno soccorso hanno avuto la prontezza di prendere il suo cellulare, sbloccarlo, trovare il mio numero e chiamarmi”, dice.
Pasquale Masiello ha un’officina a Cassano delle Murge, vive lì con Giovanni, altri due figli e la moglie. E quando suo figlio era in ospedale con le fratture al braccio e alle costole, si è ricordato di una cosa: “Mi parlava sempre del Panda Raid, la corsa nel deserto del Marocco a bordo di una vecchia Panda”. Loro una Panda ce l’hanno – “ne abbiamo recuperata una destinata alla rottamazione” – la voglia di divertirsi e fare qualcosa insieme pure. E allora Pasquale ha fatto a suo figlio una promessa, in quei giorni difficili: partecipare tutti e due alla gara. “Non lo facciamo per sfida, ma per rinascita, dopo tutto quello che abbiamo vissuto insieme”, aggiunge il signor Masiello. Partiranno, ma nel 2027, perché per il prossimo anno Giovanni dovrà curarsi per rimettersi dall’incidente.
Intanto hanno lanciato i canali social Apgarfire per raccontare la storia della loro famiglia, con un logo e un nome che riassume quanto accaduto a Giovanni appena nato, quel battito del cuore che gli ha dato la vita e la sua voglia di ripartire adesso a bordo di una Panda. Il tempo per prepararsi al meglio c’è, a raggiungere il Marocco saranno padre e figlio, che si porteranno dietro il bene ricevuto in questi anni dalla loro grande famiglia, e non solo: “Vogliamo far conoscere l’associazione Apleti, che aiuta i bambini e le famiglie in difficoltà – annuncia Pasquale – Vogliamo dimostrare che con coraggio, uniti, si può superare qualsiasi cosa”. Si metteranno quindi in contatto con l’associazione che opera nel reparto di Oncoematologia pediatrica del Policlinico di Bari, non chiederanno donazioni per il loro viaggio ma inviteranno la gente a seguire Apleti, e magari offrire un contributo: “Mio figlio ci ha chiesto di fare qualcosa per chi soffre, e la nostra intenzione è questa”, aggiunge Pasquale.
Allo stesso modo, chiederanno il patrocinio ai Comuni di Cassano delle Murge e di Santeramo in Colle – luoghi dove risiede la loro famiglia – con la speranza di poter partire con gli stemmi. Intanto padre e figlio metteranno a punto la loro impresa nel deserto, quattromila chilometri in sette giorni in quello che è definito “il rally amatoriale più pazzo e avventuroso del mondo”. Ma per uno come Giovanni, che non elenca neanche più tutte le volte in cui è nato, è acqua fresca.






