È una Bari che si è svegliata sotto la pioggia incessante questa mattina, ma che non scalfisce chi ieri ha assistito al concerto-evento di Elisa al Palaflorio, e continua a vivere nella magia cantando e ballando, nonostante il tempo uggioso.
Un concerto che arriva pochi giorni dopo l’uscita, lo scorso 14 novembre, dell’album “San Siro Live 2025”, un album doppio che racconta una serata epica nel tempio del calcio e della musica dal vivo. L’evento di ieri, 17 novembre, ha registrato il tutto esaurito. Pieni gli spalti, gremita la platea, colmi di emozioni i cuori degli spettatori. Il palco è ornato da sei enormi fiori di loto, che simboleggiano rinascita e vita eterna per l’anima.
La stessa anima che Elisa attraverso la sua musica accarezza, incoraggia e, alle volte, striglia.
I pezzi più iconici ci sono tutti, così come tutte le fasi di un percorso musicale lungo trent’anni. Ci sono le sperimentazioni degli esordi (ancora oggi troppo sottovalutati), ci sono le colonne sonore, ci sono i successi riconosciuti dal grande pubblico. La voce è potente, vicina alla perfezione, ma non è mai usata per dimostrare il talento, solo per condivisione. Si viaggia dalle atmosfere vicine al sacro toccate con “Hallelujah” a quelle da light rave sulle note di “Seta” e “Palla al centro”. Non mancano i messaggi sociali, tematiche da sempre vicine al cuore dell’artista friulana.
Bari la abbraccia come ha sempre fatto, lontani i leoni da tastiera che, non molto tempo fa, le suggerivano di curarsi per il solo fatto di aver mostrato il suo umano dolore in un video social nel quale la cantante esprimeva vicinanza al popolo palestinese. Elisa non è composta, si sbraccia pur di far godere il pubblico di ogni nota, incita spesso a cantare con lei. Ogni sacrificio fatto per l’acquisto del biglietto deve diventare emozione.
E chi non ha potuto esserci, avrà la possibilità di recuperare il prossimo 7 maggio sempre al Palaflorio di Bari.
La Toffoli tornerà in quella che è anche un po’ la ‘sua Puglia’. Parte della sua famiglia è salentina. Il concerto è un viaggio con gli amici, quando l’auto si potrebbe anche fermare da un momento all’altro ma è la compagnia che conta e l’importante è continuare a cantare. Non conta chi ci lascia a piedi, conta “ciò che rimane”.