“Con voi a Bari mi sento nel posto giusto”. Ha esordito così Annalisa ieri sera al Palaflorio per la prima di due date che hanno registrato il tutto esaurito. Il ritorno di “Nali”, è così che i fan di lunga data chiamano la cantante di Savona, non è una sorpresa ma una conferma. Grandi performance (sul palco con l’artista un corpo di ballo di quattordici ballerini) e un’intera scaletta di quasi trenta pezzi eseguiti alla perfezione, hit dopo hit, nessuna sbavatura. Ed è l’imperfezione ciò che manca in un concerto di questo tipo. Un capello fuori posto, una parola in più non prevista, un’umana goccia di sudore che faccia sbavare il trucco.
I fan le lanciano dai fiori ai reggiseni e lei raccoglie tutto con estrema disinvoltura, senza che nulla la scuota.
Lo show è diviso in tre atti, come un’opera super pop. Tre «sogni», il Fuoco, il Fiume e la Tigre, metafore della trasformazione, dell’energia e del tempo. Queste tre dimensioni scandiscono il percorso scenico e musicale, trasportando il pubblico in un viaggio emotivo e visivo. Il filo rosso è un occhiolino costante al sound dei mitici anni ’80 tra Donatella Rettore, Pet Shop Boys e Bananarama. Tutto in un unico frullatore.
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Il momento più intimo si raggiunge con ‘Diamante lei e luce lui’, Annalisa al pianoforte evoca la timida ragazza della scuola di Amici con la divisa verde nella sfide del serale. Non mancano le cover di Annie Lennox e Skunk Anansie, con la prima gli applausi raggiungono decibel non misurabili, con la seconda il pubblico è piacevolmente spiazzato. Il palazzetto di Bari è gremito. Tanti giovanissimi accompagnati da genitori che però ascoltano divertiti anche quando il peso di un figlio sulle spalle si fa sentire. Annalisa unisce. Chi non ha cantato una sua canzone in auto o durante le pulizie del finesettimana mente spudoratamente. Sulle note di Mon Amour ballano anche i manici di scopa delle signore delle pulizie del Palaflorio. Questa sera si replica. Buona musica a tutti e buona Bari ad Annalisa.