Incendio e atti vandalici a complesso rupestre di Massafra: “Distrutto patrimonio storico millenario”

Un incendio in campagna, appiccato forse per recuperare rame. Quello che resta è un danno incalcolabile all’archeologia pugliese. L’archeogruppo “E. Jacovelli” denuncia un grave atto vandalico al complesso rupestre di Sant’Angelo a Torella, a Massafra: “Una perdita irreparabile”, dicono. Il sito, situato a nord-ovest di Massafra, definito da padre Luigi Abatangelo “un piccolo monastero dipendente dalla grande laura della gravina Madonna della Scala”, possiede un valore storico e scientifico straordinario. Questo è testimoniato sia dalla tecnica di scavo, simile a quella riscontrabile negli insediamenti ipogeici di Massafra, ovvero nelle vicinanze, sia dalla presenza di affreschi risalenti al XII secolo, che attestano l’esistenza del complesso almeno dall’anno 1100. Tra le opere maggiormente colpite dall’incendio l’affresco di San Michele Arcangelo e la figura della Madonna con Bambino, databile al XIV secolo, che, insieme ad altri resti pittorici e a un’importante iscrizione sulla volta, rappresentavano testimonianze di inestimabile valore.

“Ignoti, probabilmente quest’estate, hanno usato il complesso per attività illecite, forse per recuperare del rame – continuano dall’archeogruppo – Infatti, il complesso rupestre è invaso da tubi multistrato, la cui anima in rame è stata asportata, forse successivamente fusa. Stessa lavorazione è stata effettuata anche su dei cavi elettrici. Queste attività hanno provocato danni devastanti: il calore e il fumo hanno annerito irreversibilmente le volte in pietra e la parte superiore dell’intero invaso, compromettendo gravemente la leggibilità e la conservazione del sito e degli affreschi. Sul posto sono ancora presenti guanti e un taglierino di grandi dimensioni”.

Dall’archeogruppo assicurano che sarà presentato un esposto alla magistratura contro ignoti, e si richiede un sopralluogo dei carabinieri affinché possano analizzare i materiali lì presenti e risalire agli autori. “Lanciamo un appello forte e chiaro all’amministrazione comunale – continua il presidente dell’archeogruppo, Giulio Mastrangelo – il nostro territorio possiede un patrimonio storico, archeologico e rupestre di valore internazionale, che richiede interventi concreti e continui. Non è più tollerabile l’assenza di fondi destinati alla tutela dei siti, né la mancanza di un sistema di vigilanza efficace. La prima e più efficace forma di protezione è il controllo del territorio; occorre istituire quanto prima un servizio incaricato di monitorare costantemente questi luoghi”. Si richiede anche un sopralluogo della sindaca Giancarla Zaccaro: “Per chi conosce questo sito da decenni, per chi vi ha condotto studi, rilievi ed escursioni, e per chi vi ha accompagnato studiosi e ricercatori, vedere oggi Sant’Angelo a Torella devastato rappresenta una ferita profonda, una perdita culturale e identitaria che riguarda tutti. La distruzione di questo complesso non è solo un danno materiale: è la cancellazione di un pezzo irrimediabile della storia di Massafra”.

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