Alla fine il lavoro è arrivato. “Solo mettendoci la faccia, però”. Mariangela Attolico è la ragazza di Bari di 24 anni che meno di un mese fa aveva reclamato a gran voce il diritto a un impiego: con un post su Instagram, aveva denunciato il fatto che le tante richieste inviate avevano portato a esito negativo. Veniva rifiutata perché disabile. La sua storia, raccontata in primis da Telebari, aveva fatto il giro d’Italia, e qualcosa si è mosso: “Da quando la mia vicenda è diventata nota, ho sostenuto una quindicina di colloqui e ricevuto quattro proposte concrete”, dice lei, che ha in tasca una laurea in Ingegneria biomedica e che pur di lavorare era disposta a cambiare settore, prendendo in considerazione anche i call center.
Mariangela Attolico si era scontrata con un muro di “no” che stridevano con il suo desiderio di autonomia, e davano ancora più fastidio perché giustificati con il fatto che le aziende non erano interessate ad assumere persone con disabilità. Qualcosa si è mosso, e il lieto fine è arrivato. Un regalo di Natale non inaspettato, quello che ha ricevuto Mariangela, perché ha dovuto lottare per riceverlo: “Solo mettendoci la faccia sono riuscita a ottenere quello per cui lottavo, che in fin dei conti è un diritto”. La proposta di lavoro l’ha ricevuta, ed è su Bari: un’azienda le ha offerto un tirocinio formativo di sei mesi, e per di più nel settore in cui lei si è formata, quello sanitario. “L’azienda si occupa di sistemi sanitari informatici, e io mi occuperò di medicina digitale, quella che un tempo si chiamava telemedicina – precisa Attolico – È il mio campo e mi sento molto motivata”.
Alla fine, quello sfogo sui social ha potuto più dei tanti curriculum inviati. Soprattutto per l’eco mediatica che ne è seguita. E infatti, è stato singolare anche il modo in cui Attolico è stata contattata dall’azienda per la quale lavorerà: “Giovanni, un amico di vecchia data che non vedevo da 15 anni, aveva letto di me e mi ha contattato su Instagram – racconta l’ingegnera – Mi ha detto di inviargli il curriculum, poteva darmi una mano. Dopo qualche giorno mi scrive di nuovo dicendomi che un’azienda mi avrebbe contattato per un colloquio. E così è stato: le Risorse umane mi hanno fissato un appuntamento, il colloquio è andato bene e la proposta è arrivata”. Potere dei social, potere dei media, potere dei vecchi amici che riescono a mettere insieme i punti e dare una mano. “La proposta di questa azienda è arrivata insieme ad altre, ma questa era più affine ai miei studi, e quindi è stata la mia scelta – continua Mariangela – Mi hanno dato più alternative, potrei lavorare in presenza, in modalità ibrida o smart working. Ho scelto la prima strada, andrò in sede cinque giorni a settimana, posso farlo per la mia condizione fisica perché sarò al computer”.
Comincerà il 7 gennaio, per sei mesi. “Poi si vedrà – conclude Attolico – Intanto sono molto contenta di iniziare questa esperienza”. E di farlo dopo aver alzato la voce per qualcosa che le spettava: “Niente succede per caso, anche il vecchio amico che mi ha dato un aiuto non è un caso – è l’ultima riflessione della ragazza – Dopo tutto il clamore mediatico avevo avuto tantissimi colloqui, tanta gente mi aveva scritto sui social e tanti giornalisti mi chiamavano. Non riuscivo più a gestire le mie giornate, ma alla fine tutto ha portato a una conclusione positiva”. È un bel regalo di Natale, quello che ha ricevuto Mariangela. Ancora più bello perché in qualche modo è stata lei stessa, con la sua determinazione, a farselo.





