Immagini di mani senza dita con squarci profondi ricuciti. Lastre che ritraggono arti segnati da esplosioni. Dita rimaste su una barella. E poi i volti di chi quelle ferite, le cura: medici e infermieri del Policlinico di Bari che come un mantra ripetono “non farli esplodere”. È la campagna di sensibilizzazione promossa dall’azienda ospedaliero – universitaria barese in vista del Capodanno quando i traumi provocati dall’accensione di micce e petardi si moltiplicano. Gli ultimi interventi del personale sanitario risalgono a qualche giorno fa quando sono state eseguite amputazioni di arti dopo un uso scorretto di grossi petardi.
La campagna affidata ai social lancia un messaggio chiaro: il miglior modo per proteggersi è non usarli. “È stata una scelta precisa – spiega il direttore sanitario del Policlinico, Danny Sivo – non con l’intento di urtare la sensibilità dei cittadini, ma di mostrare in modo chiaro e responsabile le conseguenze che lo scoppio di un petardo può provocare. L’invito è semplice e diretto: smettiamo far esplodere botti e scegliamo altri modi più sicuri per festeggiare l’arrivo del nuovo anno”.
“Nel reparto di Chirurgia Plastica del Policlinico di Bari vediamo con troppa frequenza lesioni da petardi che avrebbero potuto essere evitate — afferma Giuseppe Giudice, professore ordinario di Chirurgia plastica e direttore dell’Unità operativa di Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica – la prevenzione è fondamentale: un gesto imprudente può trasformare una festa in una tragedia con conseguenze permanenti e invalidanti per il paziente, spesso di giovane età”. Accanto all’attività clinica, l’unità operativa di Chirurgia plastica è impegnata da alcuni anni in campagne di prevenzione e sensibilizzazione rivolte ai bambini e ai ragazzi, che coinvolgono scuole elementari, medie e superiori, realizzate in collaborazione con gli artificieri della polizia di Stato, le unità cinofile e i vigili del fuoco per diffondere la cultura della sicurezza e ridurre il numero di incidenti evitabili.







