Nuovo stop nell’iter per la realizzazione del Parco della giustizia a Bari destinato a diventare sede unica degli uffici giudiziari. L’Agenzia del Demanio, assistita e patrocinata dall’Avvocatura Generale dello Stato, ha impugnato la sentenza del Tar Puglia, che il 24 novembre scorso aveva annullato la gara per la progettazione, limitatamente all’attribuzione del punteggio premiante per l’ottimizzazione della certificazione energetico-ambientale LEED.
I giudici della terza sezione avevano accolto il ricorso dai secondi classificati nella gara d’appalto, il Raggruppamento temporaneo di imprese guidato dalla Manelli Impresa di Monopoli, e del quale fanno parte anche la Coebo di Bari, Guastamacchia di Ruvo, Debar di Bari, Itm di Forlì e Macob di Massafra, contro l’aggiudicazione al raggruppamento formato da Cobar di Altamura e Sac di Roma. I giudici amministrativi però avevano accolto anche il ricorso incidentale presentato dai primi classificati, motivando entrambe le decisioni e annullando tutti gli atti valutativi della gara. L’appalto, per un importo complessivo di oltre 305 milioni di euro (più Iva) di cui euro 3.637 per la progettazione esecutiva e 301.626 per i lavori, era stato aggiudicato a luglio scorso al raggruppamento di imprese composto da Costruzioni Barozzi Spa e Sac (Società Appalti Costruzioni) Spa.
Il risultato è che l’Agenzia del Demanio, “compiute le valutazioni rimesse alla Commissione giudicatrice”, avrebbe dovuto decidere se confermare o annullare l’aggiudicazione. Il 22 dicembre scorso, però, il Demanio ha notificato l’atto di appello, con il quale è stata avanzata istanza di sospensione cautelare dell’esecutività della sentenza impugnata”. E i tempi, che nel frattempo hanno già superato le previsioni di consegna, fissate ad autunno 2027, si allungano ancora.







