Brutta disavventura per un 40enne originario di Molfetta: perde alcune dita della mano a causa di un petardo, e viene accusato di essere il responsabile del lancio in campo di un altro petardo, che ha ferito lievemente il portiere della Cremonese Audero. Ma successivamente l’accusa cade perché viene individuato il vero responsabile del lancio della bomba carta, che è un giovane tifoso dell’Inter di 19anni.
Ma andiamo per ordine: nel corso della partita Cremonese-Inter, giocata domenica 1 febbraio, un grosso petardo proveniente dal settore dei tifosi interisti scoppia a pochi centimetri dal portiere cremonese Emil Audero, il quale cade a terra stordito; il gioco riprende e, poco dopo, al 40enne molfettese, tifoso nerazzurro presente allo stadio Zini nel settore occupato dalla tifoseria nerazzurra, gli scoppia un grosso petardo tra le mani e, gravemente ferito, va a chiedere cure mediche. Risultato? Gravi lesioni alla mano, che gli costeranno una serie di interventi chirurgici di ricostruzione.
Prima soccorso all’ospedale Maggiore di Cremona, viene trasferito a quello di Modena, e, intanto, viene fortemente sospettato del ferimento del portiere avvenuto durante la gara. Ma successivamente le immagini registrate dalle telecamere dello stadio Zini, chiariscono esattamente le responsabilità: gli investigatori individuano e arrestano un 19enne tifoso interista, che risulterebbe l’autore del lancio della bomba carta protagonista del ferimento del portiere cremonese nel corso del match.
Il 40enne molfettese, che vive a Cesena, era iscritto all’Inter Club San Marino, il quale dopo il brutto episodio ne ha chiesto l’espulsione, dissociandosi totalmente dal gesto. Episodi che nel calcio non dovrebbero mai accadere, ma che purtroppo continuano a riempire le cronache degli stadi.







