Bari perde un pezzo della sua storia culturale: è morto a 79 anni Rino Bizzarro, scrittore, regista e attore. È stato il fondatore della compagnia Puglia Teatro, nonché autore di numerosi spettacoli e libri, e pure colui che ha permesso a tutta la regione di riscoprire Don Pancrazio Cucuzziello, maschera teatrale pugliese derivante dalla commedia dell’arte e per lungo tempo dimenticata.
“La coerenza e l’onestà intellettuale incarnata”, recita uno dei tantissimi messaggi di cordoglio che attraversano i social. Perché per molti Rino Bizzarro era questo: un uomo di cultura, un intellettuale raffinato che ha speso tutta la sua vita fra i libri e sul palcoscenico. Nato il 23 luglio 1946, aveva cominciato a recitare già fra i banchi di scuola, poi all’università era approdato al Centro universitario teatrale di Bari, fra il 1965 e il 1970. Come tanti, aveva poi lasciato la Puglia, e nel 1970 era stato scritturato dalla compagnia Teatro Insieme di Roma e aveva recitato ne “I tre moschettieri” di Roger Planchon da Dumas, con 199 repliche in 97 città, e poi ne “I nuovi pagani” di Michele Saponaro.
Si era spostato a Milano al Centro attori, poi aveva scelto di tornare a Bari per l’operazione “Bari teatro”, tentativo dell’amministrazione comunale di dare vita a un teatro stabile regionale. Chiuso quel capitolo, aveva scelto di non andare di nuovo via ma di investire nella sua città d’origine: era nata così la sua compagnia Puglia Teatro, alla quale si deve – fra le altre cose – la riproposta teatrale della maschera di Don Pancrazio Cucuzziello. Su questa figura Rino Bizzarro aveva poi scritto tanto, fra cui due libri – uno con Daniele Giancane – adottati per diversi anni dall’Università di Bari. Allo stesso modo, aveva scritto una ventina di testi per il teatro, rappresentati non solo in Puglia e in Italia, ma anche all’estero (fino a Bruxelles, dove fu invitato dalla Comunità europea per rappresentare la Puglia teatrale). Alcuni suoi lavori sono stati tradotti in diverse lingue, come la raccolta di poesie “Specchio deformante”, pubblicata nella ex Jugoslavia. Bizzarro ha lavorato per 16 anni per la Rai, sempre scrivendo, dirigendo e partecipando a numerosi sceneggiati radiofonici e programmi culturali. Ha pubblicato 12 libri di poesia, con Daniele Giancane e Francesco Bellino ha fondato nel 1981 la casa editrice La Vallisa e l’omonima rivista. Nel 2002 ha fondato “L’Eccezione di Puglia teatro”, centro culturale e teatrale nel cuore del quartiere Libertà; nel 2007 il ministero per i Beni culturali ha riconosciuto l’archivio di Puglia teatro “di notevole interesse storico”, primo in Puglia e Basilicata a ottenere il riconoscimento. La sua figura è stata anche al centro di una tesi di laurea, e nel 2022 ha ricevuto il premio nazionale di teatro “Franco Enriquez”.
Una carriera lunghissima, per una figura conosciutissima a Bari: “Un galantuomo e un gigante della cultura, non solo locale”, si legge in un post che lo ricorda. Sono tantissime le persone che gli scrivono sui social per ringraziarlo: “Grazie per avermi accompagnato nel mio percorso alla riscoperta del teatro tradizionale pugliese”, scrive una donna, mentre qualcuno gli dedica una poesia evidenziando il suo “sguardo sincero” e il suo essere stato “piccolo tempio di libertà”. I funerali si terranno giovedì 12 gennaio alle 10 alla chiesa del Redentore.







