Una parte del costone di Torre a Mare, alla fine del nuovo waterfront, è crollato la mattina del 17 febbraio. La zona era stata già transennata nei giorni scorsi, proprio perché il maltempo e le mareggiate avevano già creato allarme. Ora il crollo, che arriva subito dopo ciò che è accaduto in Salento, con il cedimento del famoso Arco dei Faraglioni di Sant’Andrea. Un pezzo simbolico di Puglia, meta di turisti da tutto il mondo e ribattezzato “Arco degli innamorati”, non c’è più, e a controllare la zona è andato anche il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.
Ora è il turno di Torre a Mare, e l’assessore comunale alla Cura del territorio, Domenico Scaramuzzi, si è subito precipitato sulla zona del crollo, insieme con il consigliere Francesco Ventrella. “Il forte maestrale genera queste onde altissime e la pioggia incessante che c’è stata nelle ultime settimane ha fatto sì che un fenomeno di erosione costiera, progressivo in questi mesi e negli ultimi anni, abbia fatto il suo corso, abbia cioè eroso la parte sottostante il manto stradale, e quindi ha provocato il crollo del muretto”, dice l’assessore in diretta su Telebari, durante la trasmissione”Buongiorno Bari”. E poi annuncia che si è al lavoro su un progetto importante da candidare nei prossimi bandi della Regione Puglia che usciranno in primavera, “che mirano a contrastare i fenomeni di erosione costiera”.
La realtà è ormai sotto gli occhi di tutti: “Tutta la costa pugliese è a rischio erosione – riflette l’assessore – Bari ha 30 chilometri di costa, e in pochissimi tratti ha le barriere frangiflutti. Stiamo facendo dei progetti di difesa con barriere radenti e sommerse e consolidamento dei costoni, però le forze della natura sono più forti dell’uomo”. Le conseguenze sono evidenti, a Torre a Mare: “Un lungomare ristrutturato pochi anni fa, da poco asfaltato – continua Scaramuzzi – Ci metteremo subito all’opera per il consolidamento del costone e per il ripristino del lungomare”. La situazione è sotto controllo, e soprattutto quanto è successo non deve stupire. Il Comune non è stato colto di sorpresa, alla notizia del crollo: “Quel tratto di costa è costantemente monitorato dai tecnici della sezione Demanio del Comune, quindi al primo segno che l’acqua stava facendo strada hanno subito recintato e messo in sicurezza l’area, inibendo il transito alle persone – continua l’assessore – Il lungomare è sicuro e percorribile, tranne nel tratto interessato dal crollo”. Si procederà immediatamente alla messa in sicurezza dell’area interessata – che si trova alla fine del nuovo waterfront, a poca distanza dallo Skè – poi i tecnici del Comune faranno i rilievi necessari per disporre le prime lavorazioni, che consisteranno nel consolidamento del costone franato. “Si andrà a riempire con materiale solido la parte che è stata svuotata dalle onde, successivamente si rifarà l’asfalto, il parapetto e il marciapiede”. “Sulla porzione rimasta in piedi non c’è pericolo di crollo – assicura Scaramuzzi – I punti di erosione sono tutti mappati e monitorati, sono piccole grotte che le onde scavano andando a sbattere in maniera violenta contro il costone. Controlleremo tutti i punti a rischio della costa”.







