“L’episodio che ha coinvolto il nostro tesserato Giancarlo Malcore, poi espulso, e il calciatore dell’Afragolese Agustín Torassa, successivamente accompagnato in ospedale, va inquadrato all’interno di una gara particolarmente tesa”. Lo dichiara, in una nota, la società sportiva del Barletta commentando l’aggressione subita dal capitano dell’Afragolese, Agustin Torassa che ieri, nel corso dell’intervallo della partita tra la squadra pugliese e i campani, sarebbe stato aggredito dall’attaccante del Barletta, Giancarlo Malcore. La società “ribadisce con fermezza la propria condanna verso ogni forma di violenza”, ma “invita a una lettura equilibrata e complessiva dei fatti, restituendo il giusto contesto in cui l’episodio si è verificato ed evitando semplificazioni e giudizi affrettati”.
“Per tutta la prima frazione di gioco – ricostruisce la società pugliese – si sono susseguiti momenti di nervosismo e ingiustificati atteggiamenti provocatori da parte dello stesso Torassa, che hanno contribuito ad alimentare un clima esasperato”. “Al rientro negli spogliatoi, nel sottopassaggio, si è verificato un momento di concitazione in un contesto di generale confusione, con la presenza contemporanea di più tesserati – prosegue la nota – . In una situazione non chiara si sono registrati contatti fisici e toni accesi, rendendo complessa una ricostruzione puntuale e univoca delle singole dinamiche”.
“È importante sottolineare come, allo stato attuale, non sia chiaro quali elementi siano stati effettivamente percepiti dalla terna arbitrale nel frangente specifico, anche in considerazione della rapidità e della concitazione con cui si sono sviluppati i fatti. Allo stesso modo, va evidenziato che le forze dell’ordine presenti non hanno assistito direttamente all’episodio. Circostanze che rendono necessario attendere con equilibrio e senso di responsabilità ogni valutazione ufficiale.
Riteniamo inoltre corretto precisare che il calciatore dell’Afragolese è stato accompagnato presso l’Ospedale Dimiccoli e sottoposto agli accertamenti sanitari di rito. Da quanto appreso, è stato dimesso in tempi contenuti con prognosi confortante, elemento che contribuisce a una lettura più equilibrata dell’accaduto, evitando che l’episodio venga amplificato oltre misura.
Lo sport, a nostro avviso, è fatto di lealtà, rispetto e senso della misura, non di esasperazioni o sceneggiate. In questi giorni abbiamo visto esempi chiari di cosa significhi onorare una competizione: atleti che, anche su palcoscenici internazionali, hanno continuato a gareggiare e a essere protagonisti nonostante infortuni seri, come accaduto recentemente a un giocatore della Nazionale statunitense di hockey, rimasto sul ghiaccio fino alla conquista della medaglia d’oro pur dopo la rottura di più denti e una significativa perdita di sangue.
Allo stesso modo, riteniamo giusto ricordare quanto accaduto nel corso della stessa gara a Domenico Franco, nostro tesserato, che dopo aver subito una gomitata al volto e riportato una ferita suturata con sei punti, ha scelto di restare in campo e proseguire la partita senza clamore, nel pieno rispetto dello spirito della competizione”.
La società invita “a mantenere equilibrio nel giudicare quanto accaduto, evitando rappresentazioni che descrivono situazioni apparentemente drammatiche e che nei fatti si sono poi tradotte in un accesso ospedaliero classificato in codice bianco e concluso con una dimissione dopo accertamenti di breve durata”.
“Confida – conclude – nel lavoro degli organi competenti affinché venga fatta piena chiarezza, nella convinzione che ogni giudizio debba tenere conto del contesto complessivo e delle responsabilità di tutte le parti coinvolte”.







