Le strade non pullulano di gente come di solito, anche stanotte le sirene hanno suonato in più occasioni per annunciare l’arrivo di missili e bombe lanciate dall’Iran. È questa la situazione a Dubai, oasi di pace del Medio Oriente che si è ritrovata al centro del conflitto che vede come protagonisti Stati Uniti, Israele e Iran. La risposta dei Pasdaran ai raid cominciati il 28 febbraio, che hanno causato la morte della Guida Suprema Ali Khamenei è stata senza precedenti: colpite alcune aree civili inclusa la Palma, iconica isola-resort degli Emirati: qui sono state registrate esplosioni e una colonna di fumo si è alzata in cielo. A fare il punto sulla situazione è Carlo Scavone, professionista barese e trapiantato a Dubai da circa 20 anni. Residenti e turisti restano in allerta mentre un altro attacco delle milizie iraniane ha colpito l’aeroporto internazionale di Dubai. Uno scenario che sta portando molte persone a lasciare Dubai, cercando rifugio nel deserto. Scavone però non ha intenzione di lasciare il centro abitato.







