Si complica ancora e si tinge di giallo la vicenda di Casa Caterina, la Rsa di Adelfia fino a qualche mese fa amministrata da Paolo Schettino, fratello di quel Michele Schettino per il quale la Procura di Lecce ha chiesto gli arresti domiciliari con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Mentre la gestione della Rsa prova ad assestarsi su nuovi criteri qualitativi, con l’intervento dell’amministrazione comunale di Adelfia e della Asl a soccorso dei 60 degenti e del personale che aspetta da tempo gli stipendi, una nuova tegola cade questa volta sulla testa dell’imprenditore Pasquale Pepe, proprietario dell’immobile e creditore di 600mila euro di affitti non pagati. Motivo per il quale aveva chiesto lo sfratto della società inizialmente amministrata da Schettino, poi passata di nome in nome.
Ma la doccia fredda è arrivata quando ha scoperto che l’intero patrimonio della sua società, la Costruzioni Pepe srl era stato trasferito ad altri, con la semplice comunicazione (ritenuta fraudolenta) alla Camera di Commercio di Bari. E a niente era servito, dopo aver ricevuto una comunicazione dall’ente camerale, presentare denuncia ai carabinieri di Capurso. Querela per la tentata truffa depositata con l’assistenza del suo legale, l’avvocato Lorenzo Melchiorre, l’indomani mattina, ma che non era servita a bloccare l’ingranaggio. Come attesta la visura camerale, il 100 per 100 delle sue quote sono state trasferite ad altra società rimasta ignota. Unica traccia il nome del commercialista che se ne è occupato, un professionista di Salice Salentino, il cui nome compare anche nell’indagine di Lecce come colui che ha curato l’acquisizione di altre quote, svuotando società.







