“Uno sguardo di troppo, litigi per l’acquisto di bottiglie, biglietti, autografi, gelosie per sguardi alle ragazze nei locali di intrattenimento”. Comincia da qui, come evidenzia il gip del tribunale di Bari Giuseppe Rinaldi nella misura cautelare che ha portato agli 11 arresti e ai 3 fermi di stamattina, il “climax ascendente della accesa contesa, sviluppatasi nel tempo e tuttora in atto, tra le nuove leve dei clan Capriati e Strisciuglio, originata da liti per futili motivi, che hanno acuito progressivamente l’acredine nei confronti dei rivali”. E’ la notte di Halloween del 2023, quando gli investigatori sventano un primo conflitto a fuoco tra giovanissimi dei due clan, al Cromie di Castellaneta. Liti e tensioni si susseguono fino al 29 marzo 2024, quando all’interno del pub Demetra (poi chiuso definitivamente una settimana dopo) l’allora 18enne Christian Capriati, il più piccolo dei due figli di Lello all’una e mezza litiga con Scavo. Le immagini interne vedono uscire Christian, seguito da Scavo. Che rientra da solo, mentre un amico impugna una pistola.
Il gruppetto poi si sposta a Carbonara, dove nelle scorse settimane si sono registrate nuove fibrillazioni. Sono le 6 quando i due gruppi si scontrano ancora: da una parte Christian e suo fratello Bino, qualche anno in più, accompagnati dall’amico Onofrio Lorusso, dall’altra Scavo e quattro minorenni, due dei quali rimangono feriti, uno alla gamba, l’altro ad un braccio, salvandosi dalla stesa di 15 colpi sparati dai due fratelli. Saranno medicati al vicino ospedale Di Venere e dimessi subito dopo. E’ in quel momento che il tentativo di riappacificazione, fatto proprio da Lello Capriati, il più alto in grado nella famiglia e garanzia di equilibrio, fallisce. Due giorni dopo Lello Capriati viene individuato nel quartiere Torre a mare da Luca Marinelli, referente di alto livello degli Strisciuglio, che chiama subito l’amico e sodale Nunzio Losacco. Poi l’arrivo con la moto Honda Hornet, sulla quale sale Marinelli, l’inseguimento e gli spari contro la macchina nella quale c’è Lello Capriati, che rimane ucciso. Due anni dopo, la vendetta: Dylan Capriati, cugino di Christian e Bino, arriva con i due complici con un’auto che lascerà a distanza e con la quale poi si allontaneranno dopo il delitto di Scavo. Un piano curato e perfezionato, come evidenziano gli investigatori. La notizia dell’omicidio arriva anche in carcere a Bari, dove la sezione che ospita gli Strisciuglio onora il lutto ribaltando e rendendo di fatto inutilizzabile un biliardino, mentre quella nella quale sono reclusi i Capriati festeggia brindando con la birra e postando su TikTok anche foto nelle quali si celebra la vendetta.







