Il Tribunale di Trani ha disposto il commissariamento giudiziale del consorzio Asi – Area di sviluppo industriale di Bari e della società partecipata Asi Spa. Il provvedimento del gip Lucia Altamura, eseguito dalla capitaneria di porto, accoglie la richiesta del pm Marco Gambardella della Procura di Trani nell’ambito dell’inchiesta denominata Ground water (Acque sotterranee), che lo scorso 12 maggio ha portato alla iscrizione nel registro degli indagati di 44 persone fisiche e 28 giuridiche, con le accuse, a vario titolo contestate, di disastro ambientale colposo e scarico illecito di reflui industriali.
Il commissariamento arriva dopo le dimissioni del presidente del CdA del Consorzio e di quello della Spa nonché di gran parte dei consiglieri di amministrazione dei due enti e si aggiunge agli ulteriori 22 provvedimenti cautelari eseguiti nelle scorse settimane che hanno riguardato sequestri e amministrazioni giudiziarie delle aziende coinvolte. Il valore dei due enti commissariati è valutato in 100 milioni di euro.
Le indagini hanno accertato che il sottosuolo dell’area industriale di Molfetta sarebbe impregnato di arsenico, zinco, cadmio, nichel. Il presunto disastro ambientale sarebbe stato realizzato con l’utilizzo di pozzi disperdenti non autorizzati, che drenavano gli scarichi direttamente nella falda. Si sarebbe così “determinato l’inquinamento delle acque di falda – spiegano gli inquirenti – a causa degli sversamenti delle acque meteoriche di dilavamento e delle acque reflue industriali che il consorzio vi immetteva direttamente e senza alcuna preventiva depurazione”.
Tra gli indagati ci sono anche dirigenti e funzionari del consorzio per l’Area di sviluppo industriale (Asi) di Bari, del settore Ambiente della Città metropolitana di Bari e del Comune di Molfetta, oltre ai titolari di imprese con sedi legali a Molfetta e in altre regioni italiane.








