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Home » Eventi » A Bari grande mostra su Picasso: pittura, stampe e ceramiche del genio rivoluzionario di “Guernica”

A Bari grande mostra su Picasso: pittura, stampe e ceramiche del genio rivoluzionario di “Guernica”

diLa Redazione
13 Luglio 2026
A A
Picasso

© Riproduzione riservata

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Oltre cento opere per raccontare la straordinaria capacità di Pablo Picasso di reinventare linguaggi, tecniche e forme della rappresentazione. “Picasso. Lo sguardo rivoluzionario” è la mostra dedicata a una delle personalità più influenti e radicali dell’arte del Novecento, che arriva a Bari in autunno e ci resta fino al prossimo anno. Organizzata da Bass Culture srl, in collaborazione con la Camera di Commercio di Bari, e prodotta da Navigare srl, la mostra sarà ospitata dal 10 ottobre 2026 al 7 marzo 2027 nel Salone San Nicola della Camera di Commercio di Bari. Il progetto espositivo riunisce oli, litografie, acqueforti, ceramiche, fotografie, documenti d’archivio e manifesti, restituendo la ricchezza di una produzione che ha attraversato oltre settant’anni di storia culturale e artistica. La curatela è affidata a Joan Abelló con Vittoria Mainoldi e Carlota Muiños, che hanno costruito un percorso capace di andare oltre la celebrazione del grande maestro per indagare il metodo, le sperimentazioni e le continue trasformazioni che hanno caratterizzato il suo lavoro. Un viaggio nell’universo di un artista che non ha mai accettato confini definitivi e ha trasformato ogni tecnica in un nuovo terreno di ricerca.

La scelta della Camera di Commercio di Bari come sede della mostra costituisce parte integrante del progetto culturale. La presenza di un consistente nucleo di opere grafiche, ceramiche e opere multiple permette infatti di approfondire il rapporto tra arte, tecnica, artigianato, processo produttivo e innovazione. “Sostenere le imprese oggi significa non solo offrire servizi e strumenti a supporto del sistema imprenditoriale, accompagnandole nelle loro sfide quotidiane, ma anche lavorare per rendere il territorio in cui operano più attrattivo, dinamico e capace di generare nuove opportunità”, ha sottolineato la presidente della Camera di Commercio di Bari, Luciana Di Bisceglie. “La cultura contribuisce a rafforzare l’identità e la competitività di una comunità: per questo vogliamo che il nostro Palazzo sia sempre più un luogo aperto alla città, capace di creare occasioni di incontro, conoscenza e crescita.”. Come sostiene Vincenzo Bellini, amministratore unico di Bass Culture srl: “Portare una mostra dedicata a Pablo Picasso nella Camera di Commercio di Bari significa superare una separazione ormai anacronistica tra arte e impresa. Entrambe nascono dalla capacità di innovare, mettere in discussione modelli consolidati e trasformare una visione in valore. Con questa mostra vogliamo ribadire che investire in cultura significa investire nella crescita, nell’attrattività e nella competitività del territorio, creando nuove connessioni tra istituzioni, imprese e comunità.”.

“Ospitare questa mostra nel Palazzo della Camera di Commercio ha un valore che va oltre l’evento espositivo”, ha detto il sindaco di Bari, Vito Leccese. “Accogliere a Bari oltre cento opere di Pablo Picasso rappresenta un’opportunità straordinaria per rafforzare la nostra offerta culturale e promuovere un turismo sempre più destagionalizzato. La collaborazione tra istituzioni, imprese e operatori culturali dimostra che la cultura può generare valore per l’intera comunità e contribuire a consolidare il ruolo di Bari come città della cultura del Mediterraneo”. Nelle mani di Picasso la stampa, la ceramica e la riproducibilità dell’immagine cessano di essere semplici strumenti esecutivi e diventano linguaggi autonomi, capaci di mettere in discussione le gerarchie tradizionali tra arti maggiori e arti applicate. Anche le tecniche più consolidate si trasformano così in laboratori di modernità e sperimentazione.

Il curatore Prof. Joan Abelló (PhD) sottolinea il contesto storico in cui nascono le opere in mostra: “Picasso nacque a Malaga nel 1881. Tra il 1891 e il 1895 visse a La Coruña, dove si trovava con la famiglia poiché il padre era professore d’arte all’Accademia. Tra i 9 e i 13 anni studiò e tenne la sua prima mostra. A Barcellona, dove il padre insegnava, dal 1895 al 1900 raggiunse la maturità e la consapevolezza artistica: lì si dedicò a ogni aspetto della sua arte, comprendendolo appieno e tenne la sua seconda mostra. Era profondamente interessato alle tematiche sociali, che gli vennero trasmesse dagli amici non solo attraverso la quotidianità della vita, ma anche tramite teorie politiche ed estetiche che plasmarono il suo gusto e la sua personalità. Nella capitale catalana viene proposto un percorso che ripercorre le tappe della vita dell’artista, dal completamento della sua formazione artistica alla preparazione per il grande salto internazionale a Parigi, a partire dal 1900. Furono solo quattro brevi anni, dal 1896 al 1900 ma la loro influenza fu duratura e significativa. Alla sua scomparsa sarà data importanza non solo al suo ovvio contributo alla Storia dell’Arte ma anche a quello alla Pace per cui tanto si spese durante la Guerra Civile Spagnola (1936-1939) e che culminò nella creazione della sua opera più celebre, Guernica (1937), a cui la mostra dedicherà una sezione specifica”.

Vittoria Mainoldi offre ulteriori dettagli per inquadrare storicamente le tecniche utilizzate dall’artista “L’attenzione specifica che la mostra rivolge all’opera incisoria di Picasso si inserisce anche in un più ampio discorso storico-sociale. L’incisione è un mezzo di espressione economico in tutti i sensi: ha costi più bassi, in molti casi tempi di realizzazione più brevi, ed essendo un metodo riproducibile permette di raggiungere un pubblico più vasto. È proprio per questo ultimo motivo che la stampa artistica diventa un veicolo culturale fondamentale nel periodo tra le due guerre, consentendo all’arte di interagire con la vita quotidiana e di conseguenza democraticizzarsi. Il valore della diffusione delle stampe in questo periodo, ma anche nel secondo dopoguerra, non è soltanto commerciale ma anche politico. Riscostruire il mercato dell’arte e diffondere il messaggio delle avanguardie era anche un modo per promuovere ideali che avrebbero potuto contribuire a formare una società più consapevole”.

La mostra

Pablo Picasso occupa una posizione centrale nella storia dell’arte del Novecento non soltanto per l’ampiezza della sua produzione, ma soprattutto per la radicalità con cui ha messo in discussione le convenzioni della rappresentazione visiva. Nell’arco di oltre settant’anni di attività ha attraversato pittura, incisione, ceramica, editoria, scenografia teatrale e comunicazione visiva, rinnovando continuamente il proprio linguaggio e rifiutando di identificarsi con una forma, una tecnica o uno stile definitivo. “Picasso. Lo sguardo rivoluzionario” ricostruisce questo percorso attraverso cinque sezioni cronologiche e tematiche, mettendo in relazione la sperimentazione artistica con la biografia dell’autore, l’impegno civile, la memoria culturale del Mediterraneo e la progressiva costruzione della sua immagine pubblica.

Le origini del mito. Gioventù, identità e primi modelli

La prima sezione introduce la formazione dell’immaginario picassiano attraverso opere come Carnet de la Coruña, Arlequin et sa compagne, Les Saltimbanques, Madame Canals e Mère et enfant au fichu. Emergono già in questa fase alcuni dei temi destinati ad attraversare l’intera produzione dell’artista: la maschera e il doppio, il teatro della vita, la figura femminile, gli affetti familiari, la marginalità e la condizione umana. Un repertorio di figure e simboli che Picasso continuerà a interrogare e trasformare nel corso della sua carriera.

Reinventare la tradizione. La rivoluzione della stampa

La seconda sezione mette al centro il confronto di Picasso con la storia dell’arte. Rembrandt, Cranach, Velázquez e la tradizione classica non vengono semplicemente citati o imitati, ma scomposti, reinterpretati e ricostruiti attraverso un linguaggio nuovo. La presenza di venti opere della Suite Vollard consente di osservare come Picasso abbia trasformato la stampa in un laboratorio di sperimentazione visiva e narrativa. L’incisione diventa uno spazio in cui far convivere mito e quotidianità, desiderio e inquietudine, artista e modello, passato e presente.

L’artista e il potere delle immagini. Guernica e l’impegno civile

La terza sezione affronta il rapporto tra arte, storia e politica. Le incisioni di Sueño y Mentira de Franco, il poema che le accompagna, i bozzetti preparatori di Guernica e il reportage fotografico realizzato da Dora Maar permettono al visitatore di entrare nel processo creativo di una delle immagini più potenti e riconoscibili del XX secolo. Picasso trasforma il dolore provocato dalla guerra in una testimonianza universale. L’immagine artistica assume così una funzione civile: non illustra semplicemente un evento, ma ne restituisce la violenza, la memoria e la capacità di interrogare il presente.

L’officina dell’innovazione. Picasso e l’invenzione della linoleografia moderna

La quarta sezione è dedicata agli anni Cinquanta e alla profonda reinvenzione della linoleografia. Attraverso la Suite Linoleos, Picasso trasforma una tecnica considerata prevalentemente artigianale in uno strumento di ricerca avanzata. Con il cosiddetto “metodo della matrice perduta”, l’artista interviene progressivamente sullo stesso supporto, incidendolo colore dopo colore. Il procedimento, irreversibile, richiede una progettazione rigorosa e rende ogni fase della stampa parte di un’unica azione creativa. Tecnica, rischio e intuizione si fondono in un processo che ridefinisce le possibilità espressive dell’incisione.

La rivoluzione della ceramica. Le ceramiche di Vallauris

La quinta sezione conclude il percorso con la produzione ceramica, mostrando un Picasso libero e sperimentale, capace di superare definitivamente la distinzione tra arte, artigianato e oggetto quotidiano. Opere come Woman Lamp, Bright Dove, Jacqueline au chevalet, Wood Owl with Feathers, Femme du Barbu, Pichet Têtes e Spanish Pitcher testimoniano la trasformazione di piatti, vasi, brocche e contenitori in volti, animali, sculture, figure mitologiche e presenze simboliche. L’incontro con la ceramica, avvenuto nel 1946 a Vallauris, inaugura una nuova stagione creativa. Nell’atelier Madoura, Picasso scopre un mezzo capace di tenere insieme arte e artigianato, opera unica e produzione seriale, tradizione mediterranea e invenzione contemporanea. In circa venticinque anni realizzerà oltre quattromila pezzi tra piatti, vasi, brocche e sculture in terracotta, contribuendo in maniera decisiva a ridefinire il valore artistico della ceramica nel Novecento.

“Picasso. Lo sguardo rivoluzionario” non propone dunque soltanto un omaggio a un maestro assoluto, ma invita il pubblico a osservare la sua opera come una pratica continua di trasformazione. In Picasso ogni tecnica diventa una possibilità, ogni tradizione può essere rimessa in discussione e ogni immagine apre una nuova prospettiva sul mondo. Le opere che saranno in mostra provengono da collezionisti privati e da: Museu Picasso de Barcelona, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía (MNCARS, Madrid), Fundación Museo de Arte do Gravado á Stampa Dixital (MUGART, Artes-A Coruña).

Orari
Giorni feriali: dalle ore 10.00 alle ore 19.00
Weekend e festivi: dalle ore 9.30 alle ore 20.00
Ultimo ingresso consentito 30 minuti prima della chiusura

Biglietti
Disponibili sulle piattaforme TicketOne e Vivaticket

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Tariffe
Biglietto intero feriale: 12 euro

Biglietto intero weekend e festivi: 14 euro

Biglietto open online: 15 euro

Biglietto ridotto per persone con disabilità, gruppi di almeno 10 persone e over 65: 10 euro

Scuole: 5 euro

Informazioni
393.963.98.65; mostre@bassculture.it.

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