Si terrà il 10 settembre l’udienza dinanzi al giudice delegato della sezione fallimentare del tribunale di Bari, Michele De Palma, il primo passo dell’istanza depositata dal procuratore capo Roberto Rossi e dagli aggiunti Ciro Angelillis e Milto De Nozza per ottenere la liquidazione giudiziale della SSC Bari. La Procura di Bari, che il 7 luglio scorso ha disposto perquisizioni nelle sedi del Bari, del Napoli e della controllante Filmauro nell’ambito di un’inchiesta per false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta, ritiene che la società biancorossa versi in uno stato d’insolvenza irreversibile tale da non consentirle di soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni. Nei sette giorni precedenti all’udienza il Bari dovrà depositare la situazione economico-patrimoniale aggiornata e completare la ricapitalizzazione, funzionale di fatto anche al colpo di spugna sui reati fallimentari.
È intanto all’attenzione dei tre magistrati il materiale sequestrato durante le perquisizioni dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria e relativo alla cessione del portiere Elia Caprile, per il quale il Bari aveva riconosciuto al Leeds un premio proporzionale all’eventuale incremento di valore al momento della successiva rivendita. A luglio 2023 quando il Bari era già in grave sofferenza economica, Caprile fu ceduto al Napoli per 2,2 milioni, trasferendo integralmente alla società campana il diritto a beneficiare della successiva rivalutazione economica del cartellino. Caprile giocò a Napoli solo quattro gare in due stagioni e poi fu ceduto in prestito all’Empoli per poi essere venduto al Cagliari per circa 8 milioni. Operazione che avrebbe consentito al Napoli una plusvalenza di 7 milioni: una cifra di cui avrebbe potuto godere il Bari, con i conti sempre più in rosso.







