Il primo padiglione a essere riconsegnato alla nuova Fiera del Levante è il numero 18, che sarà restituito entro il 20 novembre, mentre le attrezzature
sanitarie dismesse sono state trasferite alla Asl di Foggia. Squadre di operai sono al lavoro all’interno dell’ex ospedale Covid in Fiera del Levante per le operazioni di smantellamento dei padiglioni, 4 in tutto, che dovranno ritornare nella disponibilità dell’ente, entro il 30 novembre prossimo.
Gi interventi si limiteranno solo a smontare e rimuovere le pareti divisorie, i moduli prefabbricati e le reti impiantistiche sanitarie. Non è prevista invece alcuna demolizione o interventi di modifica o interferenze alle strutture e agli elementi architettonici dell’immobile. La consegna dei padiglioni era prevista a maggio, termine poi prorogato dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro con una delibera di giunta.
Il ripristino dei padiglioni e la restituzione alla originaria funzione fieristica, costerà 2 milioni di euro, finanziati grazie a una variazione di bilancio. In una relazione tecnica si spiegano anche le ragioni per le quali è tramontata l’ipotesi di una rifunzionalizzazione a uso sanitario, intanto perché ricade in un’area urbanistica destinata espressamente ad attrezzature per mostre, fiere e congressi, ma anche per i costi: la trasformazione edilizia e impiantistica costerebbe 17 milioni di euro, a cui andrebbero aggiunte le spese di manutenzione e gestione, oltre al canone di locazione, non essendo i padiglioni di proprietà della Regione o delle Asl, ma dell’ente Fiera. A distanza di più di tre anni arriva all’epilogo la lunga storia dell’ex ospedale Covid, finito al centro delle polemiche per i costi lievitati durante la realizzazione e sotto la lente della Procura per un presunto giro di tangenti per la sua costruzione.






