“In tutto 25 persone, 5 tavoli rimasti vuoti di sabato sera. E nessuna telefonata per avvisare. Gli imprevisti possono capitare a tutti, ma avvisare fa davvero la differenza”. Il post è stato pubblicato ieri sera sulle pagine social di Crudo alla Barese, la nota pizzeria di Bari con sedi anche a Bitritto, Modugno e Monopoli. Il tema è quello del ‘no show’, sollevato nei giorni scorsi anche dal ristorante Biancofiore: prenotare un tavolo in un locale e poi non presentarsi all’appuntamento, evidentemente, è diventata negli ultimi tempi una vera e propria moda. Diego Biancofiore, il titolare dell’omonima attività di corso Vittorio Emanuele, ha deciso così di introdurre una caparra di 30 euro da versare alla prenotazione. Crudo alla Barese, per il momento, non ancora. Anche se il video diffuso sul web nelle scorse ore ha tutta l’aria di essere un’ultima chiamata.
“Sabato sera, nella nostra sede di Bari, 25 persone non si sono presentate alla prenotazione – spiega nel video Alessandro Giuliani, proprietario delle pizzerie targate Crudo alla Barese -. Parliamo di 5 tavoli che sono rimasti completamente vuoti. E la cosa che mi dispiace di più è che durante la stessa serata abbiamo dovuto rifiutare tante altre persone, perché quei tavoli risultavano già prenotati. Voglio così approfittare di quello che è successo per fare una riflessione e chiedervi un po’ di collaborazione – dice rivolgendosi ai suoi clienti -. Quando prenotate un tavolo in pizzeria noi riserviamo dei posti per voi, questo significa che potremmo rifiutare altre prenotazioni: proprio perché sappiamo che a quell’ora, quei posti, saranno occupati. Se poi quelle persone non si presentano e non ci avvisano, il risultato sarà che i tavoli rimarranno vuoti”.
“Attenzione, non sto dicendo che una persona non può avere un imprevisto – sottolinea Giuliani -, può succedere a tutti di cambiare programma: il problema non è annullare una prenotazione, il problema è non avvisare. Perché se ci chiamate con un po’ di anticipo, noi abbiamo la possibilità di riorganizzarci e assegnare quel tavolo a un’altra persona. Al contrario invece, oltre a lasciare delle persone senza la possibilità di cenare da noi, create anche un danno economico importante all’attività. Noi fino ad oggi abbiamo scelto di non chiedere acconti o carte di credito a garanzia delle prenotazioni e sinceramente vorrei continuare a fare così. Perché mi piace pensare che per una prenotazione debba bastare una telefonata e un po’ di correttezza reciproca. Episodi come quello di sabato, però, ci fanno riflettere”.
Da qui, quindi, la richiesta ai clienti. “Quello che vi chiedo è molto semplice – conclude Giuliani -. Se prenotate un tavolo e poi sapete di non poter venire: avvisateci. Non serve dare spiegazioni o giustificarsi, basta una telefonata. Per voi sono pochi secondi, per noi può fare un’enorme differenza: quella che passa tra una sala vuota e una sala che dovrebbe essere piena di gente”. Come nel caso del ristorante Biancofiore, l’argomento ha richiamato l’attenzione di tantissime persone: quasi 4mila reaction, circa 700 commenti e 100 condivisioni in poche ore. In tanti esprimono solidarietà e condannano l’abitudine irrispettosa di ‘bidonare’ il ristoratore di turno, ma c’è anche chi minimizza e mette sul tavolo della pizzeria una soluzione pratica. Buona, magari, ma che forse perde di vista il tema principale del rispetto del lavoro altrui: “Dieci minuti di tolleranza e, se non arriva nessuno, si dà il tavolo a un altro cliente”.





