Il carrello della spesa è sempre più caro. Ad incidere, anche i prezzi di frutta e verdura che nell’ultimo anno pagano lo scotto dell’inflazione, della guerra in Ucraina e della crisi energetica. I rincari sono visibili in tutti i settori. Secondo un’analisi del centro di formazione e ricerca sui consumi e del Codacons, sviluppate sulla base dei recenti dati Istat, la spesa reale delle famiglie è diminuita quasi del 9%: una riduzione virtuale di 224 euro a nucleo familiare. A pagarne le conseguenze sono soprattutto le fasce più fragili della popolazione, tra queste, c’è quella dei pensionati, così come denuncia la Uil pensionati Puglia.
Le pensioni spesso non bastano per arrivare a fine mese e molti scelgono, con quel poco che hanno, di aiutare i figli che vivono un mercato del lavoro precario, con stipendi non adeguati all’aumento del costo della vita. Gli aumenti di prezzo si registrano soprattutto sui prodotti non stagionali, come il sedano, e sui pomodori. Nei mercati rionali, come quello di Santa Scolastica, fare acquisti è ancora conveniente. Si risparmia, ma bisogna saper scegliere i prodotti e le bancarelle. E qui, l’esperienza aiuta. La bomba sociale, ad ogni modo, è pronta ad esplodere, non solo nelle mani di chi acquista, ma anche in quelle di chi i prodotti li deve vendere.






