“Le manifestazioni in atto dal 12 ottobre scorso presso la Raffineria Eni di Taranto continuano a determinare il blocco dei flussi logistici in ingresso e in uscita, con impatti crescenti sulla distribuzione di carburanti”. È quanto dichiara Eni, segnalando ripercussioni sugli aeroporti pugliesi, sulla rete delle stazioni di servizio e sulle forniture destinate anche ai servizi essenziali e di pubblica utilità, a causa del blocco degli accessi della sua raffineria di Taranto da parte dei lavoratori ex Ilva.
La società ricorda che quella tarantina è un’infrastruttura strategica per la produzione e la distribuzione di carburanti nel Sud Italia, con una movimentazione media di circa 260 autobotti al giorno. L’approvvigionamento da depositi di altre regioni, spiega, “risulta limitato dalle distanze e dalle problematiche sulla viabilità conseguenti all’estensione delle aree interessate dalle manifestazioni”. Il quadro resta critico. “A oggi, prosegue la dichiarazione di ‘fuel shortage’ negli aeroporti di Bari e Brindisi e in Puglia – segnala la società – oltre 150 stazioni di servizio Enilive su circa 300 sono prive di carburanti”.
Eni avverte inoltre che il protrarsi delle difficoltà logistiche e di viabilità nell’area industriale potrebbe incidere anche sui cambi turno del personale operativo, rendendo necessaria una riorganizzazione delle attività per garantire la continuità operativa e la sicurezza del sito. “Gli impianti della Raffineria sono al momento in marcia regolare e in piena sicurezza”, precisa la società, che segnala tuttavia le criticità relative all’approvvigionamento dei gas tecnici indispensabili al funzionamento degli impianti. “Senza i quali sarà necessario programmare la fermata degli impianti”, conclude Eni.







