File ai distributori e il timore di rimanere senza benzina. Si allargano anche fino a Bari le ripercussioni dello sciopero e dei blocchi stradali dei lavoratori dell’ex Ilva di Taranto. Il presidio dei manifestanti lungo le strade di accesso alla raffineria Eni di Taranto sta rallentando in modo significativo la circolazione delle autocisterne, determinando i primi problemi di approvvigionamento nelle stazioni di servizio della città. Una situazione che sta determinando problemi anche agli aeroporti pugliesi, dove le disponibilità di carburante per aeromobili sono a scorte limitate.
Rifornimenti a rilento per diversi marchi
In diversi quartieri di Bari si registrano già distributori a secco o con disponibilità limitata di benzina e gasolio. A far fede sono le testimonianze degli stessi gestori degli impianti, che invitano gli automobilisti a organizzarsi per tempo. La conferma arriva direttamente da alcuni gestori delle stazioni di carburante della città che confermano come i tempi di sblocco delle consegne delle autobotti piene di carburante non siano ancora certi. Il loro consiglio è di fare rifornimento al più presto, specialmente chi ha reale necessità di utilizzare l’auto nei prossimi giorni. Al momento le notizie che arrivano parlano di cisterne che potrebbero essere riempite all’inizio della settimana prossima, finanche sino a martedì o mercoledì per alcune specifiche marche di distributori.
Prudenza senza psicosi
Nonostante le criticità oggettive, i gestori sottolineano l’importanza di affrontare la situazione con razionalità spiegando che non c’è motivo di cedere ad allarmismi o psicosi collettive, né di affollare i piazzali delle stazioni di servizio per fare scorte ingiustificate o riempire taniche. Anche perché la carenza di carburante non sta colpendo tutte i brand di distribuzione e che quindi diverse altre stazioni sono ancora ben rifornite. Servirà sicuramente una po’ più di attenzione nel pianificare i propri spostamenti ed evitare di viaggiare in riserva spinta.
Il vero nodo, piuttosto, sarà l’impatto che questo sciopero avrà sul settore dell’autotrasporto.
Se il blocco delle cisterne e il rallentamento delle consegne dalla raffineria dovessero protrarsi senza variazioni nei prossimi giorni, le conseguenze più severe rischiano di ricadere sul settore della logistica e del trasporto merci. Anche qui, naturalmente, sono a disposizione anche altre linee di carburante ma i mezzi pesanti richiedono volumi elevati di rifornimento per garantire la continuità della catena di distribuzione delle merci.







