La Puglia punta sul turismo dell’olio e raggiunge i numeri della Toscana, la nuova legge regionale sull’olioturismo. Apre una grande frontiera, quella della conversione dei frantoi, che oltre a essere centri di eccellenza di produzione dell’olio extravergine d’oliva, possono diventare anche circuito di promozione turistica. Una svolta per il settore olivicolo, alle prese con i costi di produzione in aumento e prezzi dell’olio in calo.
“Un’attività che riguarda proprio la multifunzionalità dell’imprenditore agricolo, – ha detto Francesco Paolicelli, assessore all’Agricoltura della Regione Puglia -quello di creare anche turismo attraverso l’azienda agricola, enoturismo, olioturismo, attraverso la semplificazione alla legge che abbiamo fatto sull’agriturismo”. La sfida è diversificare il reddito delle aziende agricole, puntando su degustazioni, visite agli uliveti e ai frantoi, per offrire ai turisti un’esperienza autentica tra sapori, tradizioni e identità del territorio. “Dobbiamo incentivare maggiormente sia i Comuni a far iscrivere le proprie aziende agricole all’albo delle aziende che fanno olioturismo, ma anche attraverso un provvedimento che è la scia unica nel dare la possibilità veloce di fare olioturismo. – ha aggiunto – Quindi sotto gli uliveti, nel frantoio storico o anche di ultima generazione, attraverso una scia unica le stesse aziende potranno fare degustazioni una giornata magari col sole come quella di oggi”.
“Oggi l’incontro è proprio dedicato agli operatori dei nostri comuni – ha detto Fiorenza Pascazione, presidente di Anci Puglia – che devono essere pronti, perché poi i produttori, i frantoiani e tutto il sistema dell’olivicoltura comincerà a presentare le domande ai comuni per avviare questo tipo di attività e quindi vorremmo fornire ai nostri dipendenti comunali tutti gli strumenti utili per essere pronti a questa nuova sfida”.






