In breve
Il 20 ottobre 2026 il Consiglio regionale della Puglia ha approvato la nuova legge sulle locazioni turistiche: i Comuni ad alta densità turistica e i capoluoghi, Bari compresa, potranno fissare limiti in alcune zone della città. Secondo quanto riportato finora, criteri e limiti non si applicano a chi affitta presso la propria residenza principale. Per chi affitta per brevi periodi la casa in cui vive, quindi, la strada resta aperta, a patto di rispettare gli obblighi già previsti, dal CIN alla comunicazione degli ospiti.
Bari vive una stagione turistica in crescita: secondo i dati provvisori dell’Osservatorio regionale del turismo, nei primi otto mesi del 2026 la Puglia ha registrato oltre 18,1 milioni di presenze, il 3% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. In questo contesto sono molti i baresi che pensano di mettere a reddito la propria casa durante viaggi, trasferte o lunghi periodi fuori città. Ecco cosa cambia con le novità delle ultime settimane.
1. Cosa prevede la nuova legge regionale sugli affitti brevi?
Come riporta l’ANSA, la legge è stata approvata il 20 ottobre 2026 con 29 voti favorevoli. Riguarda 39 Comuni pugliesi ad alta densità turistica e i capoluoghi di provincia, che potranno individuare aree in cui introdurre criteri e limiti per l’avvio di nuove attività di locazione turistica, tenendo conto della popolazione residente, della disponibilità di abitazioni e delle caratteristiche del territorio.
La legge uniforma anche le procedure: la SCIA per chi svolge l’attività in forma imprenditoriale e una Comunicazione di inizio attività (CIA) per chi la svolge in forma non imprenditoriale. È prevista una disciplina transitoria per le attività già esistenti. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha annunciato che il Comune lavorerà subito per rendere la legge operativa in città.
2. Chi affitta la prima casa è toccato dai nuovi limiti?
Secondo le prime sintesi del testo approvato, i criteri e i limiti decisi dai Comuni non si applicano alle attività esercitate dal locatore presso la propria residenza principale. In pratica, il barese che affitta per brevi periodi la casa in cui ha la residenza non dovrebbe essere interessato dalle zone a limitazione che il Comune potrà introdurre. Per i dettagli operativi bisognerà comunque attendere la pubblicazione ufficiale della legge e del regolamento comunale.
Resta poi il tema delle agevolazioni fiscali. Secondo Hostmate, società di gestione affitti brevi e case vacanze a Bari, Milano e Venezia, chi affitta per brevi periodi la propria prima casa mantenendovi la residenza conserva in genere l’esenzione IMU e la detrazione degli interessi del mutuo, mentre il quadro cambia se la casa viene affittata in modo continuativo e la residenza si sposta altrove. Prima di pubblicare un annuncio conviene quindi conoscere bene le regole per affittare la prima casa per brevi periodi, dagli obblighi amministrativi alla tassazione.
3. CIN e codice regionale: cosa cambia dopo la sentenza della Consulta?
Un’altra novità recente semplifica la vita a chi affitta in Puglia. Con la sentenza n. 163 depositata l’8 ottobre 2026, la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma regionale che rendeva il Codice identificativo regionale (CIR) un passaggio obbligatorio per ottenere il Codice identificativo nazionale (CIN). Come spiega ItaliaOggi, per la Consulta quel vincolo era un onere aggiuntivo per gli operatori locali, in contrasto con la competenza dello Stato in materia di concorrenza.
In sintesi, la Regione non può più subordinare il rilascio del CIN al preventivo ottenimento del CIR. Il CIN resta invece obbligatorio per chiunque affitti per finalità turistiche, anche solo per pochi giorni l’anno.
4. Quali obblighi restano per chi affitta la propria casa a Bari?
Anche chi affitta solo occasionalmente la casa in cui vive deve rispettare alcuni adempimenti di base:
- CIN: va richiesto tramite la Banca Dati delle Strutture Ricettive del Ministero del Turismo, indicato negli annunci online ed esposto all’esterno dell’immobile.
- Comunicazione degli ospiti: i dati di ogni ospite vanno trasmessi alla Questura tramite il portale Alloggiati Web entro 24 ore dall’arrivo.
- Comunicazioni regionali: in Puglia avvio, sospensione e cessazione dell’attività confluiscono nella banca dati regionale e nel sistema gestito da Pugliapromozione.
- Imposta di soggiorno: dove prevista dal Comune, va riscossa dagli ospiti e versata secondo il regolamento comunale.
- Tasse sui canoni: con la cedolare secca, il reddito da locazione breve è tassato al 21% per una sola unità immobiliare e al 26% per le altre.
5. Quando conviene affittare la prima casa per brevi periodi?
La formula funziona soprattutto per chi si assenta in modo programmato: vacanze lunghe, trasferte di lavoro, periodi di studio fuori città. A Bari i momenti di maggiore richiesta coincidono spesso con i grandi appuntamenti cittadini, come la Festa di San Nicola a maggio e la Fiera del Levante a settembre, oltre all’alta stagione estiva.
Il vantaggio è trasformare in reddito i giorni in cui la casa resterebbe vuota, senza cambiare residenza. Il rovescio della medaglia è l’organizzazione: annunci, check-in, pulizie e adempimenti vanno gestiti con precisione, in prima persona oppure affidandoli a un gestore professionale.
Domande frequenti
Cosa prevede la nuova legge pugliese sugli affitti brevi?
Approvata il 20 ottobre 2026, permette ai Comuni ad alta densità turistica e ai capoluoghi, Bari compresa, di fissare criteri e limiti per nuove locazioni turistiche in alcune zone, e introduce SCIA o comunicazione di inizio attività a seconda che l’attività sia imprenditoriale o no.
I limiti valgono anche per chi affitta la casa in cui vive?
Secondo le prime sintesi del testo approvato, no: criteri e limiti non si applicano alle attività svolte presso la residenza principale del locatore. Per la conferma occorre attendere la pubblicazione ufficiale della legge.
Serve ancora il codice regionale per ottenere il CIN in Puglia?
No. Con la sentenza n. 163 del 2026 la Corte costituzionale ha stabilito che la Regione non può subordinare il rilascio del CIN all’ottenimento del CIR.
Affittando la prima casa per brevi periodi si perdono le agevolazioni?
In genere no, se si mantiene la residenza nell’immobile. Se la casa viene affittata in modo continuativo e la residenza si sposta altrove, si perdono l’esenzione IMU e la detrazione degli interessi del mutuo.
In conclusione
Le novità di ottobre disegnano un quadro più chiaro per chi vuole affittare la propria casa a Bari: i Comuni avranno più strumenti per governare le locazioni turistiche, ma chi affitta presso la propria residenza principale dovrebbe restare fuori dai nuovi limiti, e il percorso per ottenere il CIN è più semplice. Chi si informa bene e rispetta gli adempimenti può trasformare i periodi di assenza in un’entrata in più, nel pieno rispetto delle regole.







