Undici ore di attesa nel pronto soccorso del Policlinico di Bari per effettuare una Tac, necessaria in seguito alla caduta da una bici. È l’esperienza vissuta lo scorso 28 ottobre dal 69enne Vincenzo Rutigliano che, in una lettera inviata al presidente della Repubblica, così come a quello della Regione Puglia, parla di “tortura”. L’uomo, dopo essere caduto, è arrivato in pronto soccorso in ambulanza con un codice verde alle 12.30.
“Quasi subito ho effettuato il triage – racconta – Ma poi è iniziata una lunghissima attesa, su una panca di ferro”. La possibilità di effettuare la Tac è arrivata solo intorno alle 21. “Come altri utenti – prosegue – ho chiesto spiegazioni a un vigilante. Ci ha risposto che c’era un solo medico in turno a occuparsi di tutto, sia delle visite sia delle dimissioni”. L’attesa è proseguita anche dopo l’esame, durato in totale sette minuti, ed è terminata solo a mezzanotte e mezza.
Nella missiva l’uomo evidenzia di essere stato “sottoposto all’inflizione intenzionale di dolori e sofferenze acute, sia fisiche sia psicologiche”, parlando di “vera e propria tortura”. “Ho subito pensato di chiamare il numero verde affisso sul muro, dedicato a eventuali lamentale – prosegue Rutigliano – È stato inutile perché risulta non attivo”. Di qui la decisione di scrivere sia al Quirinale sia a Decaro. “Mi ha risposto solo la Presidenza della Repubblica, via mail il 5 novembre”, dice il 69enne. La lettera è firmata dal segretario generale della Presidenza della Repubblica – Servizio rapporti con la società civile e per la coesione sociale: “Desidero informarla – recita – che si è ritenuto inoltrare il suo scritto all’attenzione alle valutazioni dell’assessore alla Salute e al benessere della Regione Puglia”, Donato Pentassuglia.
Quest’ultimo assicura che “daremo compiuta riposta al cittadino dopo le opportune verifiche. Dovremo capire quanti codici rossi e arancioni sono entrati quel giorno. Non abbiamo ancora ricevuto la segnalazione del Quirinale, ma undici ore di attesa sono troppe e mi dispiace. Stiamo lavorando su una presa in carico diversa nei pronto soccorso, ma patiamo una carenza di medici risaputa. Facciamo i concorsi ma purtroppo si presentano in pochi”.







