Comunemente presenti in Puglia sull’altopiano murgiano sono le bacche rosse spontanee, condottiere di salute, già utili per affrontare i rigori dell’inverno. Oltre al piacere della vista per il loro colore vivo che risalta sul verde della vegetazione incontaminata, le bacche sono grandi alleate naturali per cui la loro assunzione produce benefici poiché ricchissime di vitamine, flavonoidi e carotenoidi, ideali per rinforzare le difese immunitarie e contrastare lo stress ossidativo.
I suoi fiori nascono nella stagione tardo-estiva e autunnale, nelle aree boschive della Murgia ma, più in generale, sono parte della macchia mediterranea. Cespugli e siepi rappresentano il l’habitat per eccellenza: le si può trovare nel bosco di Scoparella, a Ruvo, nelle aree perimetrali del bosco di Palo, nella zone boschive vicino Corato e Altamura, nella foresta Mercadante tra Cassano e Grumo Appula. Dal fiore si forma la bacca, detto cinorrodo, non un frutto vero e proprio ma ‘falsi frutti’ nati dall’ingrossamento del ricettacolo. La raccolta avviene nel periodo balsamico che coincide in genere con l’autunno inoltrato, non più dell’inizio dell’inverno per evitare la gelata dei mesi più freddi dell’anno, che rompe le membrane cellulari delle bacche.
La Murgia è dunque scrigno di risorse nascoste. Tra le bacche rosse spontanee che vi abitano c’è la Rosa canina, arbusto spinoso appartenente alla famiglia delle Rosacee. Per via della sua durezza, può sostituire i pomodori per la realizzazione del ketchup, anzi garantisce per una salsa certamente migliore. Se molto morbide, sono invece utili per preparare elisir che stimolano le difese immunitarie: il risultato è un rimedio naturale per contrastare il raffreddore. Un etto di Rosa canina equivale a un chilo di arance, cinque volte la vitamina C di un limone: le sue proprietà rafforzano il sistema immunitario. Ha anche effetto antinfiammatorio e articolare, favorisce la diuresi e l’eliminazione delle tossine, supportando il drenaggio dei reni e delle vie urinarie. Se essiccate o sottoposte a cottura i frutti hanno un sapore più gradevole, e quindi utili per preparare deliziose confetture o aggiungerle a tisane miste ad altre piante officinali. In campo cosmetico vengono impiegate in prodotti per pelli delicate e sensibili.
“Con l’arrivo dei primi freddi, la natura continua a offrirci piccoli tesori che spesso passano inosservati. Uno dei più preziosi è rappresentato dalle bacche di rosa canina – chiarisce Leonardo Losito, presidente dell’associazione Murgia Enjoy – Ma non è l’unica risorsa che possiamo riscoprire. Anche l’ortica, il tarassaco, la portulaca, il crescione e la silene sono esempi di piante spontanee che, nelle giuste condizioni di crescita, apportano vitamina C e altri preziosi nutrienti. Un tempo, soprattutto nelle famiglie meno abbienti, la natura rappresentava una dispensa a cielo aperto. Le erbe spontanee venivano raccolte con sapienza e utilizzate per preparare piatti semplici, genuini e ricchi di sapore: dalle minestre alle frittate, dalle verdure lessate alle preparazioni più elaborate”.
Un’altra bacca rossa che è possibile trovare nella Murgia è il Biancospino (Crataegus monogyna) che ha un effetto rilassante, combatte la depressione e migliora il sonno. Agisce inoltre come potente regolatore e protettore dell’apparato cardiocircolatorio, aiutando l’organismo a gestire lo stress fisico causato dal freddo invernale. In erboristeria e parafarmacia viene impiegato per il trattamento di lievi insufficienze cardiache e aritmie. Molto sfruttata è anche la sua azione sedativa. Il Biancospino può consumarsi in tisana, magari andando a stemperare i forti effetti con altre piante come camomilla o tiglio. Va comunque assunto a piccole dosi e non di frequente, solitamente non consumato fresco in quanto la polpa risulta minima rispetto al grosso nocciolo. Il suo principale impiego sta nella produzione di marmellate, gelatine e succhi.
Le bacche spontanee che tingono le colline murgiane in autunno sono così un concentrato altissimo di vitamine, acidi organici e polifenoli, molto usate nelle società passate come risorsa alimentare e rimedio invernale. Rappresentano ancora tutt’oggi un patrimonio naturale e nutrizionale di grande valore per il benessere e la prevenzione.
“La Murgia non è soltanto un paesaggio da ammirare. È una dispensa di biodiversità, un patrimonio da conoscere. Anche una semplice erba spontanea può raccontarci una storia: quella dei nostri nonni, delle loro abitudini, della loro cucina e di un rapporto con la natura fatto di rispetto, conoscenza e gratitudine – conclude il presidente Losito – Con le nostre iniziative vogliamo recuperare questi saperi e impedire che vadano perduti, trasformando ogni escursione in un’occasione per imparare qualcosa oltre al piacere di socializzare con altri amanti dell’ambiente e di invogliare ad una moderata e salutare attività fisica all’aria aperta”.











