Diventare comune autonomo, con sindaco, giunta e consiglieri. Servizi propri e gestione diretta delle risorse. Il percorso è partito con assemblee sul territorio e punta a riunire una ‘costituente’, che faccia rinascere il comitato dopo il referendum del 2010. L’obiettivo era e resta l’autonomia di Palese, Santo Spirito, Macchie, Catino, San Pio e Torricella. “Un territorio che ha superato 35mila abitanti, e dunque merita un’attenzione diversa”, spiega Vito Pantaleo, che seguendo le orme del padre Mimì (storico attivista della battaglia per l’autonomia) è diventato uno dei promotori del nascente comitato.
“Il primo comitato per l’autonomia fu promosso negli anni Novanta – ricorda Pantaleo – e il giornalista Giuseppe Palella ha scoperto che già nel 1921 l’onorevole Giuseppe Di Vagno propose di istituire un comune a sé”. Nel 2010 il referendum vinto con l’80 per cento dei consensi (consultivo e non vincolante), con la proposta di legge poi stoppata dal Consiglio regionale. Ora il comitato sta rinascendo e punta ad aggregare consensi anche attraverso il web: la storia, le motivazioni, le modalità della battaglia sono consultabili sul sito www.diventiamocomuneautonomo.it.
“È imperativo diventare una città a pieno titolo e non una periferia abbandonata e degradata – si legge sul sito – eliminare le distanze tra cittadini e amministratori, aumentare i servizi e le prospettive di sviluppo, essere cittadini legittimi e vedere i propri soldi spesi nel luogo dove si vive, curare gli aspetti principali della vita in comunità, rispettare l’ambiente trasformandolo in risorsa produttiva, avere rispetto del mare e della terra”.
Stavolta all’orizzonte non sembra esserci la richiesta di un ulteriore referendum. “Vogliamo il riconoscimento di un diritto costituzionale – è indicato tra i propositi – si comincia presentando un’istanza al Consiglio regionale per l’istituzione di una legge”. La chiamata a raccolta è rivolta ai giovani, a “tutti i benpensanti e tutti coloro i quali, scevri da preconcetti o personalismi, possono manifestare il loro proposito di autonomia, nel rispetto delle città più importanti specie se vicine, con le quali anzi si potranno stabilire accordi e gemellaggi operativi nel reciproco interesse”.





