Otto persone sono state arrestate dai carabinieri perché accusate di aver commesso quattro furti in gioiellerie, tra Puglia e Basilicata, di notte, tra il dicembre 2020 e lo scorso mese di febbraio, quando erano ancora in vigore alcune limitazioni imposte dal lockdown, come il divieto di spostamento tra regioni. Gli arresti sono stati portati a termine nel Foggiano.
In carcere sono finiti Maria Procaccini, di 48 anni, Tamazi Odishelidze (44), Ciro Albanese (29), Fabrizio Calabrice (28) e Antonio Calabrice (26). Ai domiciliari con il braccialetto elettronico Michele Giardino, di 32 anni, Michele Pio Augello (23) e Alessandro Lo Campo (20). Rispondono di furto aggravato, consumato e tentato, in concorso.
Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza, hanno accertato che le persone indagate sono coinvolte in furti commessi con la “tecnica del buco”, a Melfi, Rionero in Vulture (Potenza), Minervino Murge (BAT) e San Giovanni Rotondo (Foggia): in totale sono stati rubati monili e preziosi per un valore di circa 47mila euro.
Gli investigatori hanno ricostruito che, dopo alcuni sopralluoghi, i componenti della banda criminale sono riusciti a entrare nelle gioiellerie attraverso un “buco” realizzato nel muro di un locale attiguo.







