È salita al 14% l’occupazione dei posti letto Covid nelle terapie intensive della Puglia. A rilevarlo è il monitoraggio dell’Agenas. Mentre in Italia, mediamente, dall’11 gennaio scorso il tasso di occupazione si è attestato al 18%, in Puglia è passato nello stesso periodo dal 10 al 14. Nei reparti di Medicina, invece, l’indice di occupazione è pari al 23% contro una media italiana del 30%.
Il netto peggioramento della situazione emerge anche dall’analisi dei bollettini quotidianamente diffusi dalla Regione Puglia. Il 12 gennaio i positivi erano 65.781, con 490 persone ricoverate in area non critica e 51 pazienti costretti alle cure dell’Intensiva. Una settimana più tardi, ieri 19 gennaio, i dati del bollettino hanno raccontato di 139mila attualmente positivi, 665 persone in area non critica e 69 in Intensiva. E in 7 giorni, purtroppo, si sono registrati anche 56 decessi.
Anche secondo il monitoraggio della fondazione Gimbe è in Puglia che, nella settimana dal 12 al 18 gennaio, si è registrato il maggior incremento di contagi Covid: l’aumento è stato del 159,6% rispetto a sette giorni prima, mentre nel resto d’Italia, mediamente, la crescita è stata del 3%. Un dato influenzato, in parte, anche dai ricalcoli effettuati dalla Regione che sta inserendo nei bollettini anche i test antigenici, effettuati nelle farmacie, risultati positivi dal primo gennaio in poi.
Mentre in 11 regioni italiane è iniziato il calo della curva dei contagi, quindi, in Puglia, dove la quarta ondata sembra essere partita in ritardo, è ancora in progressione. Le province dove sono stati registrati il maggior numero di nuovi casi ogni 100mila abitanti sono quelle di Brindisi (2.964), Bat (2.945) e poi Bari (2.892). Seguono Taranto (2.515), Lecce (2.337) e Foggia (2.196).







