È deceduto oggi all’età di 103 anni, pare a causa di alcune complicanze dovute al Covid, Nicola Amenduni, a capo delle famose Acciaierie Valbruna e del Gruppo Amenduni di Vicenza, punto di riferimento dell’industria veneta.
Nato a Bari il 4 aprile del 1918, fu “adottato” dal Veneto nel 1957, quando sposò la figlia di Ernesto Gresele, ex patron dell’azienda di Vicenza. Fu grazie a lui che il colosso italiano divenne famoso anche a livello mondiale, consacrando Amenduni come il “re dell’acciaio”.
Con una produzione annua di 250mila tonnellate di acciai speciali di alta qualità e un’azienda divisa in più sedi, con un totale di 42 filiali sparse in tutto il globo, negli anni passati Amenduni è stato anche presidente di Federacciai. Il sindaco di Vicenza ha proclamato il lutto cittadino per ricordare un uomo che “ha amato come pochi Vicenza e i vicentini. Un uomo – ha sottolineato ancora il primo cittadino – che ha fatto del marchio Acciaierie Valbruna uno sponsor storico ed immancabile. Lo stesso che si era preso cura delle famiglie vicentine espulse dalla Libia di Gheddafi aiutandole nell’accoglienza e nell’inserimento in città”.







