“Navighiamo a vista, è l’unica maniera per fare economia. I costi sono triplicati”. Le ripercussioni sulle tasche degli imprenditori che devono fare i conti con gli smisurati aumenti di luce e gas sono già devastanti. Tra le tante attività in bilico, anche in seguito alla grande crisi dovuta alla pandemia, ci sono quelle natatorie, le piscine: punto di riferimento di migliaia di famiglie con figli e di nuotatori e pallanuotisti.
E un’attività storica come quella dello Stadio del Nuoto di Bari, purtroppo, non è al riparo da questi rialzi. A confermarlo è Emanuele Merlini, presidente dalla Waterpolo Bari, che gestisce tutti i corsi nella struttura di via di Maratona. “L’aumento in bolletta è devastante – tuona Merlini – Ci sono già altre piscine che hanno chiuso, altre ancora hanno ridotto l’esercizio sospendendo l’attività per due giorni a settimana”.
Il problema del caro bollette colpisce indistintamente tutti, ma a farne le spese sono soprattutto gli imprenditori che gestiscono impianti strutturalmente più datati. “Per le piscine più vecchie – continua – non c’è un vero piano economico; diversa è invece la gestione per quelle di ultima generazione”. Le strade perseguibili oggi, secondo il presidente della Waterpolo, sono due: limitare i servizi, o raddoppiare il costo del servizio alla clientela, perché “al momento ci stanno mettendo a terra, se andiamo avanti così non c’è grande possibilità di sopravvivere”.
Per capire l’ammontare delle bollette, basti pensare che al momento le piscine attive nell’ex struttura comunale sono due su quattro (la quinta è una vasca per il nuoto neonatale). La piscina olimpionica esterna e quella da 35 metri interna sono infatti chiuse per lavori di manutenzione. Ma le ultime bollette di luce e gas, a quanto appreso da Merlini, riportano un prezzo equiparabile a quello da pagare quanto tutte e cinque le vasche sono in funzione. Un costo quasi triplicato.
E se da un lato è vero che il Governo starebbe disponendo ristori immediati, è altrettanto vero che quei soldi riusciranno a coprire solo una piccola parte delle spese. “Parliamo di tirare avanti un trimestre – aggiunge – ma poi ci ritroviamo nella stessa situazione. Per questo non riesco a prevedere il futuro, perché non è leggibile. Ci dovrebbero mettere nelle condizioni di andare avanti; sono resiliente – conclude Merlini – e d’accordo nel rivedere il modo di acquisire energia. Ma ad oggi, dobbiamo riuscire prima a guadare il fiume”.







