Nebulosa è l’aggettivo che più si addice alla situazione politica castellanese, in vista della tornata elettorale delle amministrative che daranno alla Città delle Grotte un nuovo sindaco e una nuova compagine di governo dopo l’esperienza di Francesco De Ruvo.
La sua ricandidatura a Palazzo di città sembra ormai tramontata (alcune forze politiche lo hanno giudicato “improponibile” per il secondo mandato), considerato che sui suoi metodi e scelte politiche si è consumata la frantumazione della maggioranza in questi ultimi anni di mandato: alcune liste, che cinque anni fa permisero al sindaco uscente di indossare la fascia tricolore col 52,10% dei consensi, da diverso tempo hanno considerato al capolinea l’esperienza di governo.
Come nel gennaio 2021, quando la frattura tra De Ruvo e il presidente del consiglio comunale, Emanuele Caputo (Insieme CambiAmo Castellana), portò ad un rimpasto di giunta, nonché al passaggio di pezzi di maggioranza all’opposizione e alla fine definitiva della coalizione “Centro Civico”; ultimo atto risalente a gennaio di quest’anno è stata la presa di distanza del movimento “Castellana Civica”, a cui ha fatto seguito la sostituzione nell’esecutivo cittadino nella carica di assessore alle politiche sociali e istruzione di Maurizio Pace con Marica Pace.
La verità è che sin dalla sua genesi la formazione politica a sostegno di De Ruvo aveva provato a mettere insieme forze e personalità politiche con storie e provenienze partitiche diverse, a volte anche agli antipodi, venute a galla quando il collante che doveva essere garantito dal primo cittadino è venuto meno. A questo si aggiunge la scelta di presentare per lo più liste civiche senza cartelli di partito, trovata che in nome della libertà nasconderebbe la crisi dei partiti tradizionali, ma anche l’assenza di identità e ideali chiari che finiscono per non assicurare alleanze solide.
Intanto, queste sono ore convulse per decidere le future sorti politiche del paese e definire nomi e intese, su cui pesa l’ulteriore incertezza della data delle elezioni, che potrebbero tenersi tra la fine di maggio e l’inizio di giugno o addirittura in autunno.
Unico punto fermo la ri-discesa in campo, in area centro-destra, di Domi Ciliberti, già candidato sindaco nel 2017 come competitor di De Ruvo (si fermò al 39,80%), forte del consenso ricevuto alle elezioni regionali 2020 con la Lega di Matteo Salvini (2128 preferenze, quarto più votato in Puglia). A sostenere Ciliberti la coalizione “Castellana Rinasce”, composta da 8 liste per lo più civiche (Socialisti Riformisti, Movimento Schittulli, Puglia Popolare, Noi di Centro, la lista civica del candidato, a cui si aggiungono “Castellana Civica”, “Amici Castellanesi” e “Uniti si vince per Castellana”, ex della maggioranza De Ruvo).
Ancora in alto mare invece la ricerca del possibile antagonista di Ciliberti, figura che potrebbe rappresentare le forze politiche dell’attuale maggioranza, rimasta al fianco di Francesco De Ruvo: si rincorrono da settimane voci sulla possibile discesa in campo di Giuseppe Vinella, storico imprenditore (è presidente e amministratore delegato di Sita Sud srl e Vetrerie Meridionali srl) e presidente di Cotrap e di ANAV, l’Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori in seno a Confindustria.
Ma non tutti scommettono sulla sua disponibilità ad intraprendere l’avventura politica: in primo luogo, per i suoi impegni professionali che non gli permetterebbero di dedicarsi in prima linea alla partita e per la sua abitudine a restare “dietro le quinte” (tanto che si ipotizza anche il nome di un candidato vicino a Vinella); secondo, per la sua presunta richiesta (emersa nell’ambito di un summit tra forze politiche, svoltosi circa 15 giorni fa) di avere carta bianca sui nomi in giunta e su altri incarichi in capo all’amministrazione, che non sarebbe piaciuta ai possibili sostenitori.
Sta di fatto che tutti attendono che Vinella sciolga presto la riserva, visto che dalla sua scelta dipenderà il futuro delle forze dell’attuale maggioranza: se l’imprenditore deciderà di candidarsi contro Ciliberti, su di lui ci sarà una larga convergenza quasi scontata anche da parte di quelle liste che hanno “staccato la spina” a De Ruvo, altrimenti non è esclusa la formazione di un terzo polo con un ulteriore candidato che potrebbe fare da ago della bilancia.








