“Terlizzi ripudia guerre e dittature ed è città di pace”. Arriva forte in tutta l’Area Metropolitana di Bari il messaggio partito dalla città dei fiori nella mattinata di oggi, 24 marzo, a 78 anni dall’eccidio delle Fosse Ardeatine, in cui persero la vita don Pietro Pappagallo e il professor Gioacchino Gesmundo, medaglie d’oro al merito civile alla memoria.
Il sacerdote, inoltre, dal 25 ottobre scorso è “Giusto tra le Nazioni”, dopo una cerimonia in cui l’Ambasciata d’Israele in Italia ha conferito questo titolo agli eredi, “per aver messo a rischio la propria vita per salvare ebrei perseguitati durante la seconda Guerra Mondiale, culminata con l’Olocausto”.
Questa mattina il Comune del nord barese ha celebrato il triste anniversario con un triplice appuntamento: dapprima il sindaco, Ninni Gemmato, si è recato al cimitero comunale per deporre una corona di fiori davanti alla tomba del prete; poi da piazza IV Novembre, alla presenza di esponenti dell’ANPI, di maggioranza e di opposizione, un corteo si è mosso verso largo La Ginestra, dove c’è stato l’ultimo momento commemorativo, completato dall’intervento dei giovani alunni delle scuole cittadine che hanno ribadito il loro “no” a qualsiasi conflitto armato.

È stata quella l’occasione per l’amministrazione comunale per donare la bandiera dalla pace a loro, alle giovani generazioni, affinché custodiscano gelosamente un valore alla base della nostra Repubblica. Quella bandiera era stata portata in piazza all’indomani dello scoppio della guerra in Ucraina ed è oggi simbolo di sostegno alle ragioni del dialogo.

Passato e presente si sono dunque incrociati a Terlizzi ed il seme della Resistenza anti-fascista, gettato da tutti coloro i quali sono contro ogni forma di dittatura, sta finalmente germogliando e camminerà sulle gambe di alunni ed alunne, uomini e donne del domani.






