Le auto della Polizia che si posizionano davanti alla Basilica. Tre quanti sono gli oggetti ritrovati. Tre quanto i nuclei che hanno contribuito al recupero: Squadra mobile, Volanti e Scientifica. Mentre le indagini sul furto proseguono ed emergono nuovi particolari sui fatti della notte tra il 21 e il 22 marzo scorsi, l’evangeliario con le tre sfere in argento, l’anello in oro e il medaglione contente la sacra manna sono tornati nella teca della statua di San Nicola, consegnati dalle mani dei poliziotti a quelle del rettore della Basilica padre Giovanni Distante.
Ad assistere alla cerimonia c’era una folla di fedeli e curiosi che nel momento in cui i tesori sono stati estratti dalle auto della polizia nella piazza della Basilica hanno applaudito a lungo e poi, quando sono stati riposti nella teca all’interno della chiesa, hanno intonato la canzone in dialetto dedicata al santo di Myra.
La cerimonia si è svolta alla presenza del questore Giuseppe Bisogno, del procuratore Roberto Rossi con la pm Angela Morea che ha coordinato le indagini della Polizia, della prefetta Antonella Bellomo e del sindaco Antonio Decaro.
“Sono contento che i simboli sacri di San Nicola siano tornati al loro posto – ha detto il primo cittadino -. Non era tanto il loro valore economico ma quello simbolico. Attorno a San Nicola questa città ha costruito la propria identità, sui valori di pace, fratellanza e accoglienza. Oggi Bari è felice e ci auguriamo che sia un buon presagio che questa felicità arrivi in altre parti del mondo, soprattutto a quei popoli che stanno soffrendo e che come noi si ritrovano nei valori della pace, della fratellanza e dell’accoglienza, attraverso la confessione cattolica e quella ortodossa”.
“San Nicola è il simbolo di Bari ma è il santo della pace punto di riferimento di tutto il mondo anche orientale – ha detto il procuratore Roberto Rossi -. In Russia e in Ucraina è venerato ed è punto di riferimento. Io spero che questo piccolo simbolo, il ripristino della legalità, diventi un segno perché anche in quei Paesi arrivi la pace, un segno di cambiamento in questo momento drammatico. Sono sicuro che San Nicola riuscirà a ispirare tutti quelli che stanno trattando lì per la pace”.
“Come non commuoversi di fronte all’amore di una città per il suo santo patrono – ha detto padre Giovanni Distante, accogliendo nelle sue mani dai poliziotti gli oggetti sacri trafugati e oggi restituiti -. Abbiamo assistito sgomenti alla inaudita violazione della sacralità di questo luogo. Il rapporto con San Nicola è più di semplice devozione, è la storia di un amore per un santo venuto da oriente e che sa guardare a oriente sui sentieri dell’incontro, dell’accoglienza, della fraternità e della pace”.




