L’ultimo episodio nelle scorse ore: un’auto in sosta su via Conte Mossa, traversa di via Napoli, i cui vetri posteriori sono stati infranti. Non per un furto, ma per puro vandalismo.
La denuncia è arrivata via social da una donna di Santo Spirito, popolosa marina nord di Bari, proprietaria del mezzo, stanca di quanto accaduto: “Il buongiorno si vede dal mattino – ha scritto -. Via conte Mossa…La sera sede di piccoli vandali e questo è quello che si trova la mattina. Tanto non pagano loro… Grazie come sempre anche a chi vede ma fa finta di niente lasciando le strade in balia di questi piccoli perdenti che un giorno avranno quel che si meritano. Grazie anche all’amministrazione comunale per rendere le strade sicure”.
Un fenomeno non isolato, a quanto pare, poiché già nelle settimane scorse si erano verificati altri danneggiamenti di autovetture in sosta, sempre a tarda sera. Inquietanti le bombe carta sparate negli androni dei condomini nei mesi scorsi, con i gruppetti di giovanissimi, probabilmente adolescenti che si travisavano il viso, secondo alcune testimonianze ed agivano rapidamente per poi fuggire. C’è chi giura vi siano anche delle ragazzine tra di essi, mentre alcuni testimoni raccontano di vere e proprie bande che imperversano sul lungomare Cristoforo Colombo e su via Napoli e traverse fino a tarda sera, talvolta bullizzando altri giovanissimi o giovanissime, per poi fare rientro verso Catino e San Pio. Quando il vandalismo diventa teppismo vero e proprio.

Poche, però, anche le denunce formalizzate alla locale stazione dei Carabinieri, in realtà attiva 24 ore su 24 su tutto il territorio del V Municipio, segno di uno sconforto che non può perdurare.
“Siamo prigionieri di un tessuto sociale profondamente e forzatamente modificato negli ultimi decenni – denuncia Giovanni, volto storico delle famiglie native di Santo Spirito -. Gruppi di teppistelli continuano da anni ad accanirsi con l’arredo urbano, con quello della stazione ferroviaria, finanche con i contenitori di indumenti per persone indigenti, per poi fare rientro verso altri quartieri – è la dettagliata ricostruzione -. Poche le denunce ai Carabinieri, va detto, ma anche tanta incuria da parte dell’amministrazione comunale barese, sempre più matrigna per noi santospiritesi e lontanissima dalle nostre esigenze. Basti pensare al buio pesto in cui viviamo da mesi tra la stessa via Conte Mossa e via Lembo, oppure ai continui black-out in via Taranto e corso Garibaldi. Qualcuno scherza dicendo che siamo “frazione del Terzo Mondo”, ma non va lontano dalla realtà. E non essendoci più un tessuto sociale sano a fare da argine, i risultati sono quelli che vediamo: un cinema d’essai come unico presidio di legalità, aperto anni fa grazie ad un prete di periferia visionario, e poi malcostume condito con strafottenza ed arroganza di ragazzetti probabilmente figli di contesti sociali degradati che hanno fortemente cambiato il nostro quartiere”, è la chiosa.
Denunce che non possono restare inascoltate, se l’amministrazione barese, con il supporto indispensabile delle forze dell’ordine, vorrà davvero cambiare passo e volto a quella che un tempo era la marina più bella di Bari.






