Morire di caldo non è solo un modo di dire. Secondo un bollettino del sistema di sorveglianza del Ministero della Salute, nelle prime due settimane di luglio, in 33 differenti città, ci sono stati ben 733 decessi legati all’aumento delle temperature.
E Bari, purtroppo, detiene un triste primato, con un incremento del 56% dei decessi rispetto alla media annuale. Un dato secondo solo a quello di Latina: nel capoluogo pontino, infatti, l’incremento del tasso di mortalità è stato del 72%. Dopo Bari, in questa triste classifica, seguono Viterbo (+52%), Cagliari (+51%) e Catanzaro (+48%).
A partire dal mese di maggio – ricordano dal Ministero della Salute – in Italia c’è stato un aumento delle temperature di 3,2° rispetto alla media stagionale, ma sorprendentemente non sono state le città meridionali a detenere i picchi di calore, bensì località del centro della penisola.
Nel report ministeriale si anticipa che a fine estate ci saranno ulteriori approfondimenti per comprendere meglio quanto questo aumento sia solamente dovuto al caldo oppure sia “anche effetto dell’epidemia di Covid-19”.






