Avrebbe avvelenato due gatti, uccidendoli, ma il suo gesto fu immortalato dalle immagini registrate con il cellulare di un cittadino. È accaduto a settembre del 2017 nel complesso residenziale Barialto, a Casamassima. Dopo cinque anni il presunto responsabile è stato condannato a 18 mesi di reclusione, pena sospesa, e al pagamento di 6.750 euro di multa. Soldi che l’uomo non dovrebbe sborsare in quanto il giudice, come sottolineato nella denuncia dell’Enpa e dell’Ali, ha concesso il beneficio della sospensione condizionale della detenzione.
Sono proprio le associazioni animaliste a sottolineare “l’esiguità della pena massima prevista dal codice penale per il reato di uccisione di animali” nonostante “l’efferatezza del reato”. Quel giorno, il 19 settembre 2017, il condannato fu visto e ripreso mentre portava via i due felini, uno ancora vivo ma colpito da convulsioni, che sarebbe morto poco dopo.
«I reati contro gli animali sono considerati di serie B e quindi sottovalutati – ha detto l’avvocato Alessandro Ricciuti, presidente di Animal Law Italia – eppure sono precursori di condotte più gravi: gli studiosi di criminologia denunciano da lungo tempo che vi è una stretta correlazione tra violenza verso gli animali e successivi comportamenti antisociali e criminali. Anche per questo motivo da anni chiediamo che la risposta del sistema sia più rapida e incisiva e che le pene vengano elevate, affinché assumano funzione deterrente, oltre che per adattarle alla realtà sociale, come avvenuto in altri paesi».







