Svolta nelle indagini sul tentato omicidio di Nicola Vavalle, ferito da alcuni colpi di kalashnikov nel giugno di nove anni fa a Bari: nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia, i carabinieri hanno arrestato i presunti responsabili. L’accusa è tentato omicidio aggravato dalle modalità mafiose.
Secondo quanto ricostruito finora, la vittima dell’agguato, già nota alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, era in via Caposcardicchio, alla periferia del quartiere San Paolo, quando alcuni proiettili calibro 7,62 lo raggiunsero al torace. Era il 18 giugno 2016. A sparare, secondo i militari, furono due persone a bordo di una moto. Vavalle, fratello di Franco considerato dagli investigatori il re delle slot machine e nei cui confronti i carabinieri eseguirono un sequestro patrimoniale per un valore di 50 milioni di euro, si presentò sanguinante al pronto soccorso. Sul luogo dell’agguato i carabinieri trovarono una trentina di bossoli di mitra.
Ora la svolta: vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di cinque persone, accusate a vario titolo di “tentato omicidio premeditato in concorso” e “detenzione e porto illegale in luogo pubblico di un’arma da guerra” (costituita da un fucile d’assalto Ak 47 kalashnikov), aggravati dalle modalità mafiose.
Le indagini, coordinate dalla DDA di Bari e sviluppate in più fasi dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri per mezzo di servizi di osservazione, pedinamenti e attività tecniche, nonché supportate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli odierni arrestati – tutti appartenenti alla compagine del quartiere San Pio del più ampio clan Strisciuglio, attivo sul territorio di Bari e provincia – e di individuare il movente del grave fatto delittuoso.
Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal gip, sono emerse le ragioni e le modalità esecutive del grave fatto criminoso consumato presso la zona Cecilia del Comune di Modugno (compresa nell’area geografica del quartiere San Paolo di Bari) il 18 giugno 2016: la vittima era a bordo della propria auto e transitava su via Caposcardicchio, strada di notevole flusso veicolare abitata e altamente frequentata, data anche la vicinanza all’ospedale. In pieno giorno, davanti agli occhi di ignari passanti, Vavalle finiva al centro di un commando composto dagli indagati, e uno di loro gli ha sparato contro numerossissimi colpi di kalashnikov.
L’indagine ha consentito di ricondurre l’evento delittuoso ad un quadro di situazione più ampio: gli esponenti del clan Strisciuglio volevano consolidare il loro ruolo egemonico nel proprio territorio di competenza criminale, ovvero il quartiere San Pio/Enziteto, mediante l’eliminazione fisica della vittima, responsabile, alcune ore prima, dell’aggressione fisica per futili motivi a danno di un fiancheggiatore del clan Strisciuglio.






