Box presi in concessione nel mercato di Santa Chiara, a Japigia, per poche centinaia di euro, ma utilizzati per far ‘girare’ il denaro sporco, accumulato con la fiorente attività di spaccio. Le mani del clan Parisi di Bari, tramite l’utilizzo di prestanome compiacenti, si sarebbero allungate anche sulle bancarelle del mercato coperto di via Pitagora, non distante dal quartier generale del gruppo mafioso. Secondo un’inchiesta condotta dai finanzieri di Bari, sarebbero almeno una decina i box riconducibili ai Parisi: dai 150 ai 330 euro, al mese, le spese pagate per ogni locale, a seconda che sia singolo o doppio. Una cifra irrisoria, se si considera il movimento di denaro sporco che in questo modo il clan riciclerebbe.
Nel 2021, anno di inaugurazione del mercato, erano in tutto 72 i box occupati, ma negli anni il numero si è dimezzato con qualche polemica: tra quelli che hanno lasciato, anche uno di alimentari riconducibile a un componente dell’altra famiglia malavitosa del quartiere Japigia, i Palermiti. Negli ultimi anni sono state numerose le inchieste sui due clan del rione, che hanno svelato l’abitudine a rilevare attività economiche pulite, da utilizzare come ‘lavatrici’ del tesoretto accumulato con i due business più remunerativi: il mercato della droga che finanzia l’acquisto di armi, e le estorsioni. Il denaro accumulato viene reimmesso nel circuito pulito proprio grazie a esercizi commerciali intestati a prestanome dei clan. Nelle scorse settimane gli investigatori hanno acquisito negli uffici del Comune di Bari tutta la documentazione utile a ricostruire la filiera illecita, ma l’inchiesta prosegue.






