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sabato 28 Gennaio 2023
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Bari, ecco Honést: il caffè bistrot dove per pagare vale anche il ‘baratto’ – FOTO

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Nasce a Bari il primo contenitore democratico in Italia. Non ha nulla a che fare con la politica, anche se a ben guardare è un modo diverso di fare politica. E guai a chiamarlo ristorante, anche se la ristorazione è il suo core business. Lo sanno bene i 27 collaboratori di quello che si appresta a diventare uno dei punti più “caldi” del capoluogo barese. Tutto succede nel primo tratto di via Sparano da Bari, quello che collega la stazione centrale a piazza Umberto, e che da qualche tempo, anche grazie al lavoro della Polizia e dei commercianti della zona, sta tornando a brillare. Del resto è un po’ il biglietto da visita della Bari capitale del turismo pugliese, quello su cui ogni giorno transitano decine di migliaia di cittadini, pendolari, studenti, turisti. E chi più ne ha più ne metta.

L’idea nasce dalla fusione dell’estro di Luca Rutigliano, comunicatore e travel blogger che dai suoi innumerevoli viaggi ha tratto ispirazione, e dell’attenzione a conti e bilanci di Rosario Anagni, responsabile amministrativo di questa nuova impresa. L’idea alla base di tutto è sì fare ristorazione, ma anche essere un contenitore, una casa, per chiunque abbia desiderio di trascorrervi qualche momento della giornata. È un caffè bistrot, con cucina internazionale a vista. Si apre al mattino presto e si chiude a notte fonda. Nel mentre una serie di attività possono prendere vita in modo estemporaneo, con qualche appuntamento anche organizzato.

Oltre 400 metri quadri di ‘contenitore democratico’, quindi. Ogni angolo è stato ispirato da altri posti nel mondo. C’è quello per la lettura, quello per i meeting di lavoro, quello per l’aperitivo, il pranzo e la cena con cucina fusion internazionale affidata a uno chef barese tornato appositamente da Londra, quello per la musica, quello per il relax. Un posto, insomma, dove sentirsi a casa da mattina a sera. Prima di lanciarsi in questa nuova avventura e trasformare l’idea in realtà i due fondatori hanno analizzato e studiato il mercato, il punto della città in cui aprire e il pubblico a cui desideravano rivolgersi.

“Ho immaginato un posto dove chiunque possa sentirsi a casa – spiega Rutigliano -. All’inizio volevo aprire uno Starbucks, il primo a Bari, il primo in Italia. Perché oggi la nostra città e la nostra regione sono meta turistica mondiale. Il colosso americano però non la pensava come me, come noi. E allora abbiamo deciso di fare tutto da soli. Così è nato Honést, il cui nome nasce da un gioco di parole: tra home, l’inglese di casa, nest l’inglese di nido, e onesto in dialetto barese, onèst. Perché io e Rosario siamo due persone oneste. E perché onesto e democratico è e sarà questo posto”.

Un posto in cui se un giovane studente universitario ha voglia di studiare o trascorrere qualche ora a leggere lo può fare al costo di un caffè. “Nessuno, fino alle 19 – spiegano i titolari – gli metterà fretta di andar via per lasciare il posto ad altri”. Poi la formula innovativa di ‘scambio’ che i due fondatori del contenitore hanno immaginato con i loro avventori. Uno studente del conservatorio, ad esempio, potrà donare un’ora del suo tempo e della sua musica in cambio di una colazione completa di brioche, cappuccino e spremuta al mattino, o di una cena base, a sera.

“È un modo per dare anche a chi non può permetterselo un servizio di qualità – spiegano Rutigliano -. Pensiamo agli studenti fuorisede le cui famiglie hanno già tante difficoltà e spese da affrontare. Poter ‘risparmiare’ qualche euro garantendosi comunque un pasto caldo e buono con un po’ di musica, ad esempio, non è così disdicevole. E se arrivano anche gli amici ci sono sconti anche per loro. Quando ero piccolo non uscivo mai con le ragazze perché non potevo permettermelo, non potevo offrire nulla. La mia era una famiglia umile, i miei amici spesso mi invitavano a pranzo o a cena, mi aiutavano. E io voglio fare lo stesso oggi”.

Le novità, però, non finisco qui. “Abbiamo pensato anche allo spritz democratico, che viene acquistato in fusti e spillato al momento – aggiungono i titolari -. La differenza non si nota tanto al gusto quanto nel prezzo del drink, e soprattutto nell’attenzione all’ambiente che questa scelta comporta”. E già, perché la scelta di usare i drink in fusti, già pronti e certificati secondo le rigide regole della somministrazione e del rispetto dell’Hccp, garantisce ai consumatori di bere bene e riduce l’uso di carta, vetro e gas. Si inquina di meno e si rispetta di più l’ambiente considerando che l’equivalente di un fusto di cocktail c’è l’equivalente di 50 cartoni di bottiglie di vetro risparmiate.

Il tutto servito da uno spillatore sul bancone con i colori della bandiera della pace, il che simboleggia sia una scelta contro le guerre nel mondo, sia la volontà di essere un locale “amico” per tutti e aperto e ospitale verso ogni tipo di persona e famiglia. A tutto questo si aggiungono le convenzioni. Come quella per gli studenti della biblioteca che possono consumare a costi agevolati tutto il giorno, quella per i turisti che possono lasciare il proprio bagaglio in deposito al costo di una consumazione e con un sistema di sicurezza collegato direttamente alla Questura, e fare rifornimento di taralli e specialità pugliesi “in bicchiere” da consumare durante il viaggio o da portare integri in dono ad amici e parenti a casa.

“Honést è la casa di tutti – conclude Rosario Anagni -. Lo abbiamo pensato davvero come un posto dove ciascuno possa sentirsi a proprio agio, dove condividere momenti della propria giornata, della propria vita con gli amici. Un posto dove tutti possono trovare quello che cercano e sentirsi liberi di essere se stessi, senza limiti. Questo è il nostro desiderio. Ci auguriamo che tutti lo percepiscano e lo vivano in questo modo, noi faremo tutto quello che possiamo perché sia così”.

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