Dalla benzina ai trasporti, passando per il pedaggio autostradale: il 2023 è cominciato nel peggiore dei modi per i pugliesi. L’inflazione continua a mordere anche nel nuovo anno e i rincari sono già visibili sulle colonnine dei benzinai: a partire da ieri il prezzo del carburante è schizzato a causa del taglio delle accise.
Il prezzo medio della benzina a Bari si aggira intorno a 1,75 euro al litro, mentre è quasi impossibile trovare un distributore con il prezzo del diesel al di sotto di 1,80 euro. Se si sommano anche i 20 centesimi in più del servito, un litro di benzina o di diesel può arrivare a costare anche 2 euro. Gli aumenti si aggirano intorno ai 20 centesimi: una somma non indifferente per chi utilizza l’auto per spostarsi da una città all’altra, soprattutto per questioni lavorative.
I rincari riguardano anche i pedaggi autostradali: i prezzi sono maggiorati del 2% dal primo gennaio con un ulteriore rincaro dell’1,34% a partire da luglio 2023. Si tratta di aumenti minimi, intorno ai 10 centesimi nella maggior parte dei casi, che si aggiungono ai costi dei pendolari costretti ad utilizzare un mezzo privato per spostarsi da una città all’altra.
Anche chi sceglie il trasporto pubblico per spostarsi subirà l’effetto dei nuovi rincari: la Regione Puglia ha infatti disposto un adeguamento di alcune condizioni di vendita e tariffe dei titoli di viaggio da applica sui servizi ferroviari e automobilistici. Nella maggior parte dei casi i ticket di viaggio sono aumentati di venti centesimi.
Un inizio dell’anno complicato per i pugliesi, costretti a far fronte a nuove spese che si sommano all’aumento dei costi delle materie prime e alle stangate ricevute negli ultimi mesi sulle bollette.




