L’annuncio di una ‘Festa ortodossa’ ad Adelfia in onore di San Trifone si trasforma in un caso religioso e amministrativo: in paese è polemica per gli imminenti festeggiamenti per il Santo patrono dell’11 e 12 febbraio, organizzati dalla “comunità ortodossa” che ha fondato nel 2019 l’Eremo di San Trifone. Le istituzioni ecclesiastiche cattoliche e il Comitato Feste Patronali si dissociano dall’iniziativa, mentre il Comune avvia le verifiche.
A fare scoppiare le proteste è la “Festività Ortodossa in onore di San Trifone Martire”. Secondo quanto riportato da locandina ed eventi on line, i prossimi 11 e 12 febbraio “nell’Eremo dedicato al Santo sul corso Umberto di Adelfia Montrone” ci saranno gare pirotecniche e tanta musica: è stata prontamente diffusa anche la locandina che raffigura proprio l’immagine lignea di San Trifone (ma il Comitato Feste patronali diffida dal suo utilizzo). L’evento è organizzato dalla “comunità ortodossa”, riunita intorno all’Eremo che si trova in una grotta del Settecento – come spiega la pagina Facebook – all’interno del quale ci sarebbe anche un reliquiario risalente al Seicento.
Immediata è arrivata la presa di distanza del Comitato feste patronali e della parrocchia San Nicola, storicamente promotori della grande celebrazione di novembre. “Si precisa che tale evento non è organizzato dal Comitato Feste di Adelfia-Montrone”, scrive il Comitato in una nota diramata di comune accordo con la parrocchia San Nicola di Bari, precisando che le celebrazioni non hanno niente a che fare con quelle cattoliche in onore del Santo Patrono, che invece si svolgono il 10 novembre.
Non è tutto. In una nota del 24 gennaio, poi, prende posizione anche l’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, che afferma che “l’Arcidiocesi Ortodossa in questione non è riconosciuta come canonica da nessuna delle Chiese Ortodosse con le quali la Chiesa Cattolica vive da anni un cammino di dialogo ecumenico”, ed è per questo che i rappresentanti del clero cattolico non aderiranno all’iniziativa.
Il sindaco di Adelfia Giuseppe Cosola, infine, sentito da Telebari, afferma che il Comune sta eseguendo tutte le dovute verifiche del caso, poiché la situazione non è semplice, ed è necessario muoversi con cautela. “Abbiamo ricevuto una lettera del Vescovo secondo cui la comunità in questione non è riconosciuta dalle Chiese Ortodosse”, ci dice. Il sindaco ci spiega che è stata mandata un’informativa alla Questura per avere indicazioni su come comportarsi, e asserisce fermamente che nonostante non possano essere vietati ovviamente i festeggiamenti di una confessione religiosa diversa da quella cattolica, se la comunità non è riconosciuta la situazione cambia, e ci si orienta verso il divieto della suddetta manifestazione.
AGGIORNAMENTO DEL 27 GENNAIO
Riceviamo e pubblichiamo un chiarimento da parte di padre Andrey Boytsov, per sette anni rettore della Chiesa Russa di Bari e ora guida spirituale dell’Eremo di Adelfia, che fa capo all’Arcidiocesi della Chiesa ortodossa della tradizione russa in Europa occidentale del Patriarcato di Mosca (che ha il suo centro a Parigi). “C’è stato certamente un malinteso, che abbiamo chiarito – fa sapere padre Andrey – La nostra è una Chiesa riconosciuta e vogliamo mantenere il dialogo aperto, soprattutto in questo periodo così difficile”. Il post con la nota della Curia è stato infatti rimosso dalla parrocchia San Nicola.





