“Porterò subito in Consiglio regionale pugliese una mozione per chiedere alla Giunta, nell’ambito del percorso di qualificazione del percorso nascita, di impegnarsi a offrire l’assistenza ostetrica a domicilio in favore delle donne pugliesi. Sono semi piccolini in un mare di terra ma è dai semi, e la gravidanza ce lo insegna, che nascono i fiori più belli”. Lo annuncia sui social la presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone, commentando con l’hashtag #PotevoEssereIo la tragedia avvenuta all’ospedale Pertini di Roma, dove un neonato è morto soffocato, forse schiacciato dalla madre addormentatasi durante l’allattamento.
“Il sistema sanitario nazionale – spiega Capone in un post pubblicato su Facebook – prevede che si possa fare gratuitamente richiesta alla propria Asl o ai consultori di pertinenza per l’ostetrica a domicilio. E io da qui voglio ripartire. Il lavoro, enorme, delle ostetriche è un faro nell’accompagnamento alla nascita e alla maternità ed è fondamentale valorizzarlo e metterlo a disposizione di chiunque ne abbia bisogno”.
Nei giorni scorsi, sull’argomento, ha scritto sui social anche Paola Romano, assessora del Comune di Bari. “Quando ho letto la storia del neonato morto in ospedale a Roma durante l’allattamento, ho pensato: sarebbe potuto accadere anche a me. Capita di addormentarsi mentre si allatta, specie se si hanno tante ore di veglia alle spalle. Quella mamma, in particolare, aveva ben 17 ore di travaglio alle spalle. Quando ho partorito, poche settimane fa, ho visto un gruppo di professionisti laboriosi e mai fermi nel reparto in cui ero ricoverata. Le pazienti suonavano spesso il campanello per chiedere assistenza: medici, infermieri, Oss e anche il personale delle pulizie che facevano straordinari o facevano molto di più del loro dovere pur di non lasciare scoperto il reparto”.
“Nonostante il loro impegno, mi è però capitato di aiutare compagne di stanza appena conosciute che erano impossibilitate ad accudire il loro neonato, perché stravolte dai dolori del parto. È giustissimo e bellissimo lasciare che le mamme e i propri neonati condividano dei momenti intimi dopo il parto, ma allo stesso tempo c’è bisogno di più personale, di una migliore organizzazione e anche dell’uso delle tecnologie per diminuire i carichi di lavoro e per scongiurare tragedie del genere – ha concluso -. Ciò che è accaduto deve servire a comprendere quanto è prezioso il nostro personale sanitario e quanto sarebbe doveroso ampliarlo ancora. e anche quanto sia importante non sottovalutare le difficoltà e la solitudine che molte donne devono sperimentare nei momenti più delicati della propria vita e in quella dei loro figli.





