Quasi 7 medici su 10 che dicono di essere stati aggrediti nel 2021. Il 45% che riferisce da 1 a 3 casi di aggressione. L’Ordine dei Medici di Bari torna a lanciare l’allarme sulle violenze a danno del personale sanitario. Il Presidente Filippo Anelli, alla guida anche della Federazione nazionale dei camici bianchi, torna a chiedere alle istituzioni soluzioni per invertire questa drammatica rotta che vede, soprattutto in Puglia, un graduale aumento dei casi di aggressione.
Del resto non bastasse il dato succitato, frutto di un sondaggio ancora in fase di completamento, condotto dalla FIMMG, basterebbe ricordare che proprio qui sono stati registrati due dei casi più gravi di aggressione a danno dei medici: gli omicidi di Paola Labriola e di Maria Monteduro.
Se il dato sociale ha il suo peso e andrebbe valutato con attenzione, non possono non influire anche le ataviche criticità che accompagnano molti dei servizi più delicati, dal Pronto Soccorso passando per le Guardie Mediche. Nei centri per la continuità assistenziale spesso i medici si ritrovano completamente da soli di notte alla mercé di qualsiasi malintenzionato.




