La clinica di screening mammografico dell’ospedale Di Venere di Bari si è dotata di una nuova postazione per eseguire indagini in 3D per la diagnosi precoce e il trattamento del tumore al seno: è la seconda apparecchiatura, in aggiunta a quella in uso all’ospedale San Paolo, che permette di eseguire esami più precisi nei casi di lesioni sospette e che contribuisce a ridurre drasticamente le attese per le pazienti.
Si tratta della biopsia stereotassica con guida mammografica tridimensionale, ossia un prelievo minimamente invasivo di frammenti mammari che viene eseguito nelle donne con test di screening dal risultato dubbio e che permette al medico di individuare lesioni anche di due millimetri.
“Grazie a questa nuova dotazione tecnologica – dice il direttore generale Asl, Antonio Sanguedolce – raddoppiamo la capacità diagnostica in ambito senologico, perché si tratta della seconda apparecchiatura, in aggiunta a quella già in uso al San Paolo, a disposizione delle pazienti. Nello stesso tempo riduciamo da 40 a 10 i giorni di attesa per le donne con esito dubbio del test di screening e che necessitano quindi di un esame di approfondimento”.





